Il Tirreno

Grosseto

sondaggio in COSTA D’ARGENTO

Il “supercomune” raccoglie una percentuale bulgara

di Paola Tana

MONTE ARGENTARIO. Tutti pazzi per il Supercomune della Costa d’Argento. Quella di un’unica insegna sotto la quale riunire (senza faR perdere la loro identità e, soprattutto, posti di lavoro negli...

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MONTE ARGENTARIO. Tutti pazzi per il Supercomune della Costa d’Argento. Quella di un’unica insegna sotto la quale riunire (senza faR perdere la loro identità e, soprattutto, posti di lavoro negli uffici municipali) Orbetello, Monte Argentario, Capalbio, Isola del Giglio e Magliano è una idea che piace quasi a tutti. L’ultimo, recentissimo, sondaggio pubblicato sulla pagina Facebook del gruppo che sostiene questa causa riporta una percentuale bulgara di favorevoli.

Il 96% degli intervistati ha detto sì alla vecchia istituzione della Costa d’Argento riproposta sotto forma di “Comune unico” che, in termini pratici, significherebbe tanto risparmio (è stato calcolato un 30% di spese in meno all’anno su scala provinciale con questa ed altre fusioni) e tanta forza in più nel proporre l’immagine sotto il profilo turistico. Insomma, quella che poco più di un anno fa sembrava una delle boutade a cui non è nuovo il sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, si è rivelato uno dei pochi elementi di convergenza delle diverse realtà della zona sud.

Anche perché di problemi da condividere ce ne sono tanti. Basti pensare alla sanità con l’unico ospedale di Orbetello a rischio tagli se non addirittura di smantellamento, al corridoio tirrenico, ma anche agli impianti sportivi con la proposta della piscina comprensoriale che va e viene come i corsi e ricorsi di vichiana memoria. Gli amministratori sembra che non vedano l’ora di celebrare questo “matrimonio a cinque”.

Il sindaco uscente e candidato alle primarie di centrosinistra, Luigi Bellumori, ne sta facendo un cavallo di battaglia della sua campagna elettorale. Adesso, però, è il momento di dare spazio ai cittadini e il referendum pubblicato sul social network potrebbe essere il primo passo di una serie di convegni e assemblee pubbliche da far culminare con un referendum quale ultimo suggello alla realizzazione del Supercomune della Costa d’Argento. A quel punto, infatti, mancherebbero solo i dettagli, come il nome e il logo (magari da scegliere attraverso un concorso) capaci di rappresentare tutti. E poi via verso quella realtà, suggerita da una legge regionale del 2011, in cui i tagli finanziari si trasformano in incentivi economici ed i campanilismi lasciano il posto a promozioni unitarie di caratteristiche territoriali ed eventi. Un utopia? «Intanto - scrivono i fondatori del gruppo pro- fusione - noi ci prepariamo».

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