Sicurezza
Cassintegrato vive con i provini e sorride nei film tv
La storia di Andrea: ha perso il lavoro ma non la speranza «Con i casting interpreto ruoli e guadagno qualcosa»
FOLLONICA. Andrea Ortu è stato un poliziotto, un maresciallo dei carabinieri, un giornalista e una persona comune. Ha vestito i panni di più personaggi, a seconda delle esigenze del regista di turno. Solo che Andrea Ortu non è un attore, ma un cassintegrato. Tre anni fa lavorava alla Edilcase di Gavorrano, nelle miniere del Filare, fino a quando la crisi economica non ha bussato anche alla porta della sua società che è stata costretta a riorganizzare il personale. La batosta però non ha fermato il nostro sardo, trasferitosi a Follonica quattordici anni fa: forte del sorriso sempre stampato sul volto, ha iniziato con i provini per i casting che via via hanno fatto tappa in Maremma. E con un discreto successo. «Pagano anche 80 euro al giorno: non è male per chi è senza lavoro e deve arrotondare». Il prossimo ruolo è già nel cassetto: Ortu infatti è stato selezionato dieci giorni fa a Porto Ercole come comparsa del prossimo film di Roul Bova, “Io e mio fratello”, con attori del calibro di Luca Argentero e Carolina Crescenti.
Sarà la sua quinta apparizione sul grande schermo. La prima invece risale esattamente a tre anni fa, quando è scattata anche la cassa integrazione. «Il casting si teneva a Orbetello: io lessi l’articolo sul giornale e decisi di provarci». Perché, intendiamoci, i provini partono con la voglia di divertirsi. «Sono una persona sempre allegra – sorride Andrea – E ogni volta partecipo con entusiasmo». Così, tra necessità e sorriso, Ortu ha fatto della comparsa l’arte dell’arrangiarsi. E la sua seconda particolare carriera inizia sulla laguna con il “Commissario Manara”, in cui ha recitato per un’intera settimana il ruolo di un poliziotto. «Sono stati diversi giorni e nono ero una semplice comparsa, quindi riuscii a fare anche un bel po’». La paga, infatti, va a seconda del personaggio che si interpreta. Nella sua seconda uscita, Ortu, non riesce a ottenere una figura di spicco, ma partecipa comunque al film di Ficarra e Picone, raggiungendo il casting a Rosignano Solvay. «È importante la gente che trovi nel casting, perché ti trasmette anche maggiore entusiasmo».
Ortu poi torna a girare in Maremma e veste i panni di un giornalista, impegnato nell’inchiesta che ha travolto Amanda Knox, in una pellicola diretta da un regista inglese. I personaggi diventano un divertimento sempre più grande per Ortu, mentre il lavoro continua a scarseggiare. «Intanto ho provato a cercare qualcosa, ma senza risultato. Sono venuto via dalla Sardegna perché non c’era lavoro e adesso anche qua…». Ma forte del suo sorriso, eccolo di nuovo con Valeria Golino in “Come il vento”, dove si trasforma in un maresciallo dei carabinieri. «Sono andato anche a Lucca per il prossimo film di Leonardo Pieraccioni, ma non mi hanno preso» racconta Ortu alzando le spalle.L’importante del resto è non abbattersi. «Io un book fotografico non posso permettermelo, quindi le foto me le sono fatto da solo: in divisa, in costume e via così. Le mando in giro, attraverso i casting che trovo su internet o sui quotidiani. Non si sa mai. E un po’ di soldi non fanno certo male». No, assolutamente. Così come non fa male tenere il sorriso sempre sul volto. Un sorriso da cinema.
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