Il dolore
Un radar per sorvegliare la frana
Registrerà anche i piccoli movimenti, ma la terra per ora non si ferma. E scoppia il caso di dove stoccarla
ROCCALBEGNA. Un radar, come quello usato per Volterra e la Concordia, sorveglierà la frana di Roccalbegna. Tre esperti dell’università di Firenze incaricati dalla Regione, accompagnati dal sindaco Massimo Galli, dal direttore dell’Osa Albegna Machetti e dai professionisti del Genio civile di Grosseto Pistone e Deltredici, sono arrivati ieri sul ponte dell’Armancione, dove i mezzi stanno lavorando per liberare la bocca del ponte da fango e detriti (per evitare la chiusura della strada) e poi hanno ispezionato la zona della frana soprastante, per individuare il punto più idoneo a un monitoraggio stabile, come l’assessore all’ambiente Annarita Bramerini aveva preannunciato. Il radar verificherà la situazione dello smottamento e indicherà se vi siano in corso ulteriori movimenti della terra, anche minimali. I professori fiorentini hanno individuato il sito per posizionare il radar nel versante opposto a quello di frana. C’è bisogno di un alloggio per posizionarlo e di corrente elettrica per il suo funzionamento. In tempi record è già stato contattato il proprietario del terreno utile al radar per i permessi di rito e verrà chiesto a Enel di riattivare la linea di corrente interrotta a causa dello spostamento e dello strappo a cui erano stati sottoposti i pali. Durante l’ispezione, anche i professori universitari hanno convenuto col direttore Machetti, che non appena possibile bisognerà togliere dal terreno l’acqua presente, quella dei laghetti, sempre più gonfi per le piogge di questi giorni e l’acqua delle numerose sorgenti del terreno. Solo così si spera di fermare questi 40 ettari di terra che stanno lentamente spostandosi a valle verso il letto del fiume. Ma quel letto e in particolare la luce del ponte deve rimanere per lo meno parzialmente libera. «Stamani – afferma il sindaco Galli – sembrava che la montagna di fango che sta scendendo avesse rallentato. Invece non è così. Nella sua discesa ha travolto due abeti, e ha allargato il fronte, così che è davvero improbo per l’escavatore e i camion tener dietro a quella poltiglia. È una gara. Per ora resistiamo perché la strada non la possiamo chiudere senza gravi disagi per tutti». Il grande escavatore dell’Osa Albegna lavora senza fermarsi mai e i camion vanno e vengono ininterrottamente. I viaggi che vengono fatti nell’arco di un giorno sono una quarantina e i camion del consorzio trasportano circa 10 metri cubi di fanghiglia. «Il problema, ora – commenta il sindaco Massimo Galli – è dove stoccare questi detriti. Fino ad ora abbiamo depositato il tutto in un’area a fianco della provinciale, le Solforate, a poca distanza da Roccalbegna. Ho comunicato al Prefetto questa operazione e addirittura abbiamo fatto le analisi della terra, per evitare qualsiasi rischio di inquinamento. Ma se le cose dovessero continuare con questo ritmo, non sapremmo più dove mettere il materiale tolto da sotto il ponte. I luoghi che abbiamo a disposizione non sono accessibili dai camion». Intanto sempre nell’ottica di una prevenzione accurata, si sta liberando la strada alternativa che potrebbe essere utilizzata nel caso di chiusura della provinciale. I mezzi dell’Unione dei comuni Amiata grossetana sono al lavoro, ma adesso si sta provando a cercare una soluzione per modificare il guado della strada e permettere anche a mezzi più grandi di potervi passare: «Anche questa strada attraversa a valle l’Armancione – spiega Galli – e spero che il consorzio Osa possa intervenire con un’opera idraulica (delle tubature?) per guadare il fiume più agevolmente».
La frana corre. Le fratture si aprono sempre più e il dorso della strada che si inerpicava fino al podere Le Buche, si incurva e si storce. Impossibile arrivare senza rischi al podere. Alberi che prima erano nel piano, adesso non vi sono più o sono stati trascinati via dalla forza della frana. Ma il luogo non è senza gente. Anzi. c’è un via vai di persone, che vogliono rendersi conto da vicino di cosa può la natura. Ieri mattina anche il presidente della provincia Marras, accompagnato dall’assessore ai lavori pubblici Pianigiani e dall’ingegnere della provincia Ricciardi che è fin dall’inizio a Roccalbegna, ha fatto un’ispezione nella zona di frana. Il sindaco Galli e l’assessore Fabiana Fabbreschi non abbandonano mai quel ponte e sorvegliano da vicino tutti i movimenti della colata. «Ha sicuramente rallentato grazie alle acque dell’Armancione che abbiamo gettato nel fosso Ginevra – commenta il sindaco Galli – ma continua a muoversi. Noi speriamo, afferma, che non travolga il ponte o, comunque, che quel ponte regga. Credo che in questo momento il destino di un paese è nelle mani degli operai di quell’escavatore e di quei camion. Spero che vincano contro il tempo».
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