Il Tirreno

Grosseto

Tre esposti alla Procura per il Geriatrico

di Gabriele Baldanzi
Tre esposti alla Procura per il Geriatrico

Contro il direttore Fenili lettere a giornali, Curia, Asl e vescovo. E i probiviri contestano il modo in cui si è fatto assumere

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ROCCASTRADA. Negli ultimi mesi, a più riprese, sono giunte in redazione lettere di denuncia sulla casa di riposo di Roccastrada, nota a tutti come Geriatrico. Alcune firmate, altre genericamente inviate “da gruppi di confratelli”, altre ancora anonime. Nel mirino quello che viene definito il direttore plenipotenziario, l'ex vicesindaco Roberto Fenili. Il Geriatrico è un istituto che ospita una settantina di anziani, autosufficienti e non, una struttura che dà lavoro ad altrettante persone, in prevalenza donne. La gestione, fin dagli anni cinquanta, è affidata alla locale Confraternita della Misericordia, composta da un centinaio di soci di estrazione cattolica. Adesso c'è una conduzione indubbiamente più manageriale rispetto al passato.

Lettere ed esposti. Da tre anni, però, da quando Fenili ha assunto il ruolo di direttore, all'istituto è iniziata una stagione di veleni, denunce, polemiche, ripicche, guerre e riposizionamenti. Che poco hanno a che vedere con lo spirito di servizio a suo tempo predicato dal fondatore, don Biagio Bailo. Negli ultimi mesi, dicevamo, i giornali, il Comune di Roccastrada, la Curia, l'Asl, le competenti autorità, tutti praticamente sono stati informati di quanto accade al Geriatrico. Si contano addirittura tre esposti indirizzati alla Procura della Repubblica di Grosseto. Il primo inoltrato da una dipendente neo-pensionata a cui per mesi sarebbe stata negata la documentazione necessaria a ottenere la pensione. Il secondo riguarda un illecito edilizio commesso per la realizzazione di una lavanderia all'interno della rsa. Un terzo l'installazione di telecamere (nella struttura che ospita gli anziani) e di monitor (nell'ufficio di Fenili), in cui si controlla ciò che accade, il personale e i pazienti. Fenili si è sempre difeso, replicando punto per punto, alle accuse che gli vengono mosse.

Il big bang. Insomma una situazione complessa, difficile anche da raccontare. Il big bang dei problemi relazionali che si vivono al Geriatrico risale al San Valentino di 3 anni fa. Quel giorno si riunisce il consiglio di amministrazione. Fenili vi entra da consigliere e ne esce direttore. «È stata partorita - si legge in una lettera inviata nel luglio del 2011 da una consorella (Lia Gaggioli) al collegio dei probiviri di allora - una delibera di assunzione a tempo indeterminato e al tempo stesso è stata istituita una figura nuova nell'organico della Confraternita: quella del direttore generale. In pratica Fenili assume la gestione complessiva del personale e di tutte le altre attività svolte, comprese quelle che potenzialmente si potrebbero generare in futuro. Si è creato un vulnus nello statuto, funzioni illegittime e illegali. C'è stato un palese conflitto di interessi».

Davanti ai probiviri. Accuse gravi rivolte a Fenili e al cda, a cui si aggiunge quella di aver stipulato - a vantaggio dello stesso Fenili - un contratto di lavoro di categoria diversa e superiore rispetto ai contratti Uneba previsti per i direttori delle case di riposo, con una differenza notevole di trattamento economico. I probiviri, nel tempo, hanno dato ragione alla consorella chiedendo al cda di rettificare la delibera del 14 febbraio 2011 nella parte in cui si prevede l'istituzione e la nomina di una figura (il direttore generale) non prevista dallo statuto. Non solo. I probiviri hanno anche dichiarato che il nuovo ruolo studiato per Fenili «risulta palesemente contrastante e inconciliabile con i principi dell'associazione e con le competenze attribuite ai vari organi». Il cda, però, non ha mai dato seguito a questo richiamo.

I casi spinosi. Nell'ultima missiva giunta in redazione, una settimana fa, quello che si definisce un gruppo di confratelli, così scrive: «Oggi noi non riconosciamo Roberto Fenili nel nuovo ruolo; non riconosciamo questa gestione del Geriatrico e vogliamo raccontare pubblicamente la svolta vissuta alla casa di riposo». Poi si rammentano, tra le questioni più spinose, il caso di Miria Ferrari (che più volte si è rivolta ai competenti tribunali per essere stata messa in condizione di lavorare poco o nulla), quello di Vittorina Ganozzi, assistente sanitario oggi in pensione (a cui si sarebbe fatto il dispetto di negare per mesi la documentazione per la pensione), quello di Tatiana Pacenti (raccontato dai giornali) in cui si mette in discussione il sistema delle assunzioni e la strategia di tenere sotto scacco i dipendenti con contratti a tempo determinato di 3 e 6 mesi.

Parla Fenili. Fenili, pur avendo un background da democristiano, non è uomo incline ai compromessi. Ci abbiamo parlato in due occasioni, di recente, riguardo alle questioni sollevate nelle missive e negli esposti. «Proprio per controbattere a questa fronda - spiega - è partita una petizione interna. A mio favore. Non richiesta. Mi ha fatto piacere e sono convinto che il passaggio in assemblea, ad aprile, farà ulteriore chiarezza. Inoltre il consiglio di amministrazione può portare le cifre di questa gestione, che produce utili e permette alla più grande azienda del territorio di andare avanti anche in un periodo così difficile. Dispiace infine che la gran parte degli attacchi siano anonimi, negando perfino l'evidenza. Comunque, come abbiamo fatto in passato, ci tuteleremo in ogni sede, in primis per tutelare l'immagine della Confraternita».

Il prete. A Roccastrada, intanto, i parroci hanno vita breve. Arrivano, giusto il tempo di ambientarsi e chiedono di essere trasferiti altrove. Un tempo il sacerdote, al Geriatrico, aveva un ruolo simile a quello che ricopre Fenili adesso. A lui spettava l'ultima parola su tutte le decisioni. Poi, un po' alla volta, la Chiesa si è chiamata fuori dal governo corrente della Confraternita. Oggi il prete, don Marcello Di Giuseppe - arrivato da poco - risulta presidente onorario e correttore, ma di fatto conta quanto il due di briscola. Con un uomo di Chiesa dentro il cda tutto poteva essere diverso. Delle vicende del Geriatrico è informato anche il nuovo vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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