Finanza
Gente e polemiche alla Borsa lavoro
Qualcuno ha trovato, ma molte ditte hanno lasciato in anticipo. E c’è chi accusa: «Si cercano solo apprendisti»
GROSSETO. Gente, lavoro e polemiche. Non è mancato nulla anche per la 14esima edizione della Borsa mercato del lavoro al Madonnino. L’evento, organizzato dall’Ente bilaterale del turismo toscano, anche quest’anno ha fatto il pieno. Tutti in fila come pinguini: curricula alla mano, qualche porta fortuna e un cellulare in tasca per avvisare parenti e amici in caso di buon esito dei colloqui. Tra ieri e mercoledì in tanti si sono messi in gioco. Qualcuno l’ha pure sfangata e ha strappato un lavoro stagionale. Tanti i giovani. Qui non si fa la fila per partecipare al Grande Fratello, qui si cerca un posto di lavoro. Altro che concorrenti dei reality, questa è la realtà cruda. Quella che non ti fa dormire di notte. Si sta in coda, uno dietro l’altro. Aspiranti lavoratori, niente più. Che tipo d’impiego? Quel che c’è c’è: bagnino, receptionist, cameriere o lavapiatti, c’è poco da fare gli schizzinosi. Spazio per gente delicata non esiste. Il lavoro nell’Italia 2014 è una trincea e la gente l’ha capito. Lo sa Federica, così come Gessica. Entrambe hanno esperienza, “Ma andrebbe bene qualunque lavoro”. Tra i tanti che si danno da fare per strappare un’opportunità ci sono Lorenzo e Nicola, quarant’anni in due, vengono da Ribolla. Uno ha frequentato corsi come massaggiatore, l’altro vorrebbe trovare posto in un hotel o in uno stabilimento balneare, magari come bagnino. “Ma usciti da scuola non è semplice trovare un lavoro”. Tra i giovani in fila c’è Irene, laureata in biologia molecolare. Ha provato l’esperienza della Borsa anche l’anno scorso: “Mi richiamarono in due aziende, segno che comunque la cosa funziona. E poi, sempre tramite l’Ebtt e la Cisl, ho frequentato un corso gratuito di tedesco”. Sì, ma alla Borsa, così come durante tutto l’anno, a volte si arriva al paradosso: l’aver maturato competenze risulta essere un danno. “Se non puoi essere assunto come apprendista ti scartano” ci racconta una ragazza. Ma a volte si va oltre, si cerca una figura dal sapore mitologico: “l’apprendista esperto”. Qui conta anche l’età, sotto i trent’anni puoi essere inquadrato con una collaborazione che al datore di lavoro costa meno. E quasi tutte le imprese ricorrono a questo genere di rapporti più leggeri. D’altra parte, l’enorme peso del costo del lavoro non lo scopriamo noi. Le imprese sono costrette a trovare una via d’uscita per non crepare assediate dalle tasse. Ma quelle imprese non sempre hanno ragione. Perché se cerchi un apprendista poi non puoi pretendere che quel lavoro lo abbia già fatto, altrimenti qualcosa non torna. Altro neo: la Borsa dura due giorni, dalle 10 alle 16. Eppure, come ogni anno, anche a questo giro molti titolari hanno abbandonato la loro postazione ben prima del termine previsto. Fossero stati dipendenti qualcuno li avrebbe licenziati. Ieri, dopo la pausa pranzo, più della metà dei rappresentanti delle aziende sono spariti. Magari avevano trovato già il personale che cercavano? Può essere. Ma fare la “corta” in una manifestazione che dura 12 ore distribuite in 2 giorni non è un trionfo d’eleganza. Visto che si è data la disponibilità, si è finiti nei volantini e magari sui giornali si può comunque continuare ad accogliere persone e vagliare candidature. Buonsenso e rispetto, forse, impongono un approccio diverso. Altrimenti, oltre a mettere nero su bianco i giorni di presenza alle postazioni (c’erano imprese che partecipavano solo un giorno, altre entrambi) sarà bene indicare pure gli orari certi in cui è possibile discutere con qualcuno. Trovarsi davanti tavoli vuoti con su scritto “pausa pranzo” alle 3 del pomeriggio non è il massimo e forse danneggia anche chi la Borsa l’ha organizzata e seguita con cura. “Chi cerca lavoro deve muoversi e venire il primo giorno” ci ha detto qualcuno. Verissimo. Ma se dai un orario lo devi rispettare. Altrimenti stai a casa.
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