Finanza
Compagnia “sconfitta”: diventerà tenenza
ARCIDOSSO. Contrordine per la compagnia dei carabinieri di Arcidosso per il declassamento della quale l’8 febbraio il viceministro Bubbico aveva concesso una sospensiva. Niente da fare: diventerà...
ARCIDOSSO. Contrordine per la compagnia dei carabinieri di Arcidosso per il declassamento della quale l’8 febbraio il viceministro Bubbico aveva concesso una sospensiva. Niente da fare: diventerà tenenza. Così, complice il momento di transizione governativo e il cambio di timonieri, la sospensiva va a farsi benedire e si torna alla decisione di partenza. La compagnia di Arcidosso diventerà tenenza e obbedirà al comando della compagnia di Pitigliano.
La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno ai sindaci di Arcidosso, Emilio Landi, Castel del Piano, Claudio Franci, e Santa Fiora, Renzo Verdi, che ieri mattina sono andati dal prefetto per mettere a punto il tavolo istituzionale che in virtù di quella sospensiva avrebbe dovuto apportare elementi concreti per decidere alla fine per il sì o per il no. Invece il ministero della difesa, bypassando lo stesso tavolo, ha comunicato al prefetto, che a sua volta lo ha detto ai sindaci, che dal 1º marzo la compagnia non ci sarà più, trasformata in tenenza.
«Il prefetto – spiega Landi – ci ha informati che si sta procedendo al riallocamento degli uomini i quali, comunque, ci è stato assicurato rimarranno nel territorio amiatino».
I sindaci hanno sentito la decisione come un blitz e non si vogliono arrendere. «Ho già ricontattato il ministero della Difesa – spiega Landi –. Non ci arrendiamo così facilmente. Dove è finito il tavolo che ci avevano promesso? È vero che Bubbico ha le valigie in mano, ma è anche vero che i patti dovrebbero durare oltre le singole persone. Ci avevano promesso che il problema sarebbe stato affrontato con le istituzioni locali: dov’è finito l’incontro? Siamo andati in prefettura per approntare il tavolo e ci siamo trovati davanti una notizia che era del tutto inattesa. Abbiamo fatto presente al prefetto anche le necessità di un’Amiata compatta e unita a cui occorre un servizio di sicurezza poderoso, abbiamo dimostrato che le nostre richieste hanno una ragionevolezza indiscutibile. Pare che non siamo stati ascoltati. Appena si sarà insediato il nuovo ministro vedremo di invertire questo che, al momento, sembra un percorso dove la voce delle comunità non è stata tenuta nella dovuta considerazione». (f.b.)
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