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L’Asl: «Non c’è arsenico nell’acqua dei rubinetti»

L’Asl: «Non c’è arsenico nell’acqua dei rubinetti»

FOLLONICA. «L’acqua che esce dai rubinetti nella zona industriale di Follonica non è a rischio arsenico, in quanto trattata preventivamente dagli impianti di abbattimento, realizzati dal gestore del...

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FOLLONICA. «L’acqua che esce dai rubinetti nella zona industriale di Follonica non è a rischio arsenico, in quanto trattata preventivamente dagli impianti di abbattimento, realizzati dal gestore del servizio idrico». Lo spiega la Asl 9, che interviene in merito ai dubbi sulla propagazione di questo inquinante nell’acqua nell’area industriale di Follonica sollevato da Forum Ambientalista, Comitato per il No e Las, che martedì, in una conferenza stampa a Follonica, dove hanno presentato analisi fatte da Asl e Arpat nel 2007 che attestano in quell’anno arsenico oltre i limiti di legge – di 10 µg/l (microgrammi per litro) nell’acqua di tre pozzi per uso domestico. Lo sforamento dei valori ha spinto, quello stesso anno, l’Acquedotto a costruire un impianto di abbattimento dell’arsenico, tuttora funzionate e grazie al quale i valori dell’acqua potabile sono nella norma, come hanno spiegato gli stessi ambientalisti.

L’Asl, tuttavia, tiene a rassicurare una volta ancora i cittadini. «Stiamo monitorando la situazione, in particolare del pozzo ZI3, cui fanno riferimento gli articoli di stampa, dal 1995 – spiega –. E in questi 20 anni il livello di arsenico è rimasto sostanzialmente stabile, attestandosi sotto i 20 µg/l. Quel che è cambiato e che ha reso necessario realizzare l’impianto di abbattimento da parte del gestore del servizio idrico è la normativa europea. Fino al 2003, infatti, la concentrazione massima ammissibile era di 50 µg/l, che è scesa a 10 con l’entrata in vigore delle nuove indicazioni comunitarie; le quali, peraltro, hanno contestualmente concesso tempi di deroga per adeguare l’impiantistica ai nuovi limiti».

Per spiegare meglio questo passaggio, l’Acquedotto del Fiora, che già martedì su richiesta del Tirreno aveva inviato alcuni dati sull’abbattitore, ieri ha inviato una nuova nota ancor più particolareggiata. «La necessità di intervenire per abbattere il contenuto di arsenico nelle acque è nata da obblighi normativi che hanno ridotto i limiti di tollerabilità di tale sostanza e non da aumenti della concentrazione di essa, che è sempre rimasta costante», spiega il Fiora.

«Con la direttiva 98/83/Ce, l’Ue ha fissato il limite di concentrazione per tale elemento in 10 µg/l; la normativa è stata recepita dalla legge italiana nel 2001 con il D.Lgs 31 entrato in vigore il 25 dicembre 2003 e questo ha comportato il passaggio dal precedente valore limite ammissibile di 50 µg/l (definito dal DPR 236/88) agli attuali 10. Il pozzo ZI3 situato nel comune di Follonica, la cui perforazione risale al 1996, ha una profondità di circa 90 metri. Fin dall’epoca della sua realizzazione ha sempre avuto una concentrazione di arsenico inferiore ai 50 µg/l, all’epoca limite imposto dal Dpr 236/88, ma superiore a 10, attuale limite».

Nel 2003, il Fiora pianificò una serie di interventi per abbattere l’arsenico secondo i nuovi limiti. Al contempo chiese deroghe alla Regione per alcuni comuni, tra cui Follonica, che furono concesse fino al 31 dicembre 2010 per consentire di realizzare gli interventi. Nel 2008 è entrato in funzione l’impianto per la dearsenificazione al pozzo ZI3. Dunque per ben 5 anni le deroghe hanno permesso che nel comune di Follonica non fosse rispettato il nuovo limite di arsenico di 10 µg/l. «Gli interventi – spiega però il Fiora – hanno consentito il rientro da tutte le deroghe in tempi molto più rapidi rispetto a quanto avvenuto nel resto d’Italia, tanto da divenire esempio da seguire per gli altri gestori del servizio idrico».

Inoltre, conclude il Fiora, «non risultano ad Acquedotto del Fiora incrementi del valore dell’arsenico nei punti di approvvigionamento dell’acqua potabile nel tempo». Quanto al resto di Follonica, l’Asl precisa «che l’acqua che arriva sulle tavole dei cittadini dai nostri controlli non risulta aver superato i livelli massimi ammissibili di concentrazione di arsenico e che quindi non ci sono rischi per la salute pubblica. In ogni caso la peculiarità ambientale dell’intera area richiede la nostra massima attenzione per tenere sotto controllo l’andamento degli agenti inquinanti; come, peraltro, stiamo facendo da oltre venti anni, a tutela della salute dei cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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