Sicurezza
Piano “blocca frana” Nuova strada pronta e torrente deviato
A Roccalbegna si tenta il tutto per tutto per frenare i detriti Il sindaco: «Se non ci riusciamo il paese resterà isolato»
ROCCALBEGNA. Il sindaco di Roccalbegna, Massimo Galli, punta i piedi ed evita, almeno per ora, la chiusura della strada provinciale che mette in comunicazione Roccalbegna con Santa Caterina e tutta la Maremma. L’unica strada percorribile anche da mezzi pesanti e soprattutto dagli scuolabus.
Un summit fra amministrazione della Rocca, Consorzio di Bonifica, Protezione civile, Unione dei comuni, Provincia, ha deciso ieri di provare un’operazione su più fronti, per evitare che la frana che sta otturando il ponte sull’Armancione, a Roccalbegna, invada tutta la luce, l’arcata cioè del ponte, e tracimi obbligando a chiudere la strada. Operazione, questa, che isolerebbe il paese.
La frana continua, infatti, inesorabile a gettare melma, detriti, arbusti, alberi e sassi nel letto dell’Armancione, nel quale, ormai, scorre fanghiglia e dove i sassi rotolati giù e la poltiglia hanno otturato le briglie e l’arcata.
«Dopo un consulto fra tecnici – spiega il sindaco Galli – ai quali ho manifestato la mia forte preoccupazione sulle nostre difficoltà se quella strada dovesse chiudersi, sono state decise tre iniziative. La prima è di mettere un escavatore del Consorzio Osa Albegna a togliere il cumulo di fango e pietre che hanno tappato il ponte e di tenere il mezzo sempre presente sulla riva del torrente, per togliere man mano i detriti che vi si accumulano».
L’operazione è mirata a permettere all’acqua e al fango di scorrere senza intoppi. «Ma è da tener conto anche – prosegue il primo cittadino – che la frana sta continuando ad avanzare e, dunque, scarica nel letto dell’Armancione proprio di tutto. Si è deciso dunque, di togliere arbusti e alberi che si stanno piegando e verrebbero giù comunque ed evitare che vadano sotto l’arcata. Questo è un lavoro improbo, lo so bene, che dovrà durare finché la frana non si ferma. E per ora pare che non ne abbia la minima intenzione».
Sempre nel corso del summit di ieri vi sono state altre due decisioni: la deviazione delle acque del torrente Armancione nel fosso Ginevra e la sistemazione rapida di una strada rurale alternativa, caso mai la strada provinciale dovesse a un certo punto, essere chiusa.
«I tecnici – spiega Galli – hanno pensato di evitare di far scorrere l’acqua dell’Armancione nel punto di frana, perché è proprio quell’acqua che tira giù terra, alberi e sassi. Hanno, dunque, pensato di deviarla a monte, prima della frana, nelle acque del fosso Ginevra che scorre parallelo all’Armancione e attraversa un ponticello a circa 50 metri distante da quello interessato dalla frana». Anche in questo caso il lavoro non è di poco conto «ma – spiega il sindaco – potrebbe essere davvero un deterrente importante per rallentare l’otturazione del ponte sull’Armancione. Spero di poterlo fare rapidamente e senza troppe difficoltà, considerando anche il fatto che domani e dopodomani le previsioni mettono pioggia».Il maltempo potrebbe infatti accelerare un aggravamento della situazione, con conseguenze inimmaginabili per il paese. Per questo non c’è tempo da perdere e si lavora su più fronti.
Il terzo intervento riguarda, infatti, la strada delle Bandite, una piccola strada rurale che corre a valle del fiume e che potrebbe essere usata in caso di chiusura della provinciale, per lo meno per il traffico locale: «Stamani – spiega Galli – abbiamo fatto un sopralluogo col responsabile della viabilità dell’Unione comuni Amiata grossetana, Fabio Menchetti, ed è stata già avviata la ripulitura della strada dove, sia chiaro, non possono passare né camion né scuolabus, ma che servirebbe soltanto per un traffico minuto e locale. Ma non possiamo rimanere isolati. È una prevenzione indispensabile in caso di chiusura della strada».
E infine il bisogno che questi lavori siano considerati di somma urgenza: «Si potrebbero liberare un po’ di risorse – afferma Galli – e fare interventi indispensabili per evitare disservizi e difficoltà di comunicazione per i nostri concittadini».
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