Il Tirreno

Grosseto

Il parcheggio mai fatto rischia di costare milioni

di Gabriele Baldanzi
Il parcheggio mai fatto rischia di costare milioni

Il colossale sistema di silos sotterranei a ridosso delle Mura Medicee restò sulla carta: ora i privati vogliono un megarisarcimento dal Comune

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GROSSETO. Tre megaparcheggi sotterranei (tipo quello, sempre vuoto, di piazza Nassiriya) avrebbero dovuto sorgere in via Manetti, via Ximenes e piazza De Maria, a ridosso dei bastioni.

L'obiettivo? Accogliere circa mille auto e liberare così l’area intorno alle mura, destinandola a verde pubblico. Oggi da questo sogno Grosseto si risveglia sudata e stanca. Sembra passato un secolo, invece sono solo dieci anni. Praticamente una notte. Quella che ha impiegato la società Pfm per mettere a punto una dettagliata «richiesta di risarcimento danni causa inerzia dell’amministrazione comunale di Grosseto».

C'è scritto proprio così nel fascicolo poggiato sul tavolo del dirigente degli Affari generali del Comune, che nei prossimi giorni presenterà resistenza in giudizio - davanti al Tar della Toscana - di fronte alla richiesta di oltre due milioni e mezzo di euro (al netto di interessi e rivalutazioni).

L’avvocato Esmeralda Parentini, che difende gli interessi della Pfm, spiega che nella vicenda «è venuto meno il dovere di correttezza e buona fede nei rapporti tra pubblico e privato». Susanna Cruciani, con Paolo Stolzi del Foro di Firenze, sono invece i legali a cui è affidato il patrocinio dell’ente.

La Pfm, a Grosseto, avrebbe perso tempo e denaro dietro a un progetto (più esatto dire un project financing: il privato interviene, realizza e poi gestisce per rifarsi dell’investimento) mai condotto in porto. Ora _ dopo che nel 2008 c’era stato un pronunciamento di natura civile a Grosseto _ saranno i giudici del Tribunale amministrativo regionale ad accertare eventuali responsabilità precontrattuali e/o extracontrattuali del Comune di Grosseto nei confronti della società ricorrente. Responsabilità che _ come detto _ consisterebbe, in estrema sintesi, nell’inerzia dell’amministrazione, la quale avrebbe di fatto impedito il passaggio alle fasi successive del procedimento per l’affidamento del project financing e per la realizzazione dei parcheggi in silos sotto a piazza De Maria, via Ximenes e via Manetti. Sul tavolo ballano due milioni e trecento mila euro più gli interessi legali e una rivalutazione monetaria di dieci anni. Ma, ammesso che si risolva al meglio per le casse del comune e per la collettività, di chi è la colpa di questo pasticcio? Della giunta Antichi che troppa carne, in quegli anni, aveva messo al fuoco o di chi è venuto dopo?

Il progetto era davvero importante. Su piazza de Maria, via Ximenes e via Manetti si prevedeva di realizzare una striscia verde con una spesa di circa tredici milioni di euro, provenienti da finanziatori privati. Con i parcheggi-silos, invece, si intendeva risolvere il problema della carenza di posti auto e al tempo stesso riqualificare alcune aree adiacenti alle mura. Per il parcheggio di piazza De Maria si pensava a un ingombro planimetrico di cinquemila metri quadrati divisi in due piani per accogliere cento auto a livello. Quelli di via Manetti e via Ximenes, invece, dovevano avere rispettivamente una superficie di ottomilacinquecento e undicimila metri quadrati per un totale di 340 e 400 vetture. Sempre su due livelli.

Il centrosinistra, fin dall’inizio, si era dichiarato contrario alle opere e anche nella giunta di centrodestra (durante il secondo mandato Antichi) si erano create delle divergenze.

Da una parte il vicesindaco Andrea Agresti (foto a sinistra), primo sostenitore dell’idea e del sistema del project financing (lo stesso che avrebbe dovuto essere utilizzato per le Terme di Roselle, altro progetto poi naufragato in un mare di polemiche e contenziosi), dall’altra l’assessore al traffico Gabriele Baccetti (foto a destra), scettico proprio sul metodo di finanziamento.

Il progetto, dopo essere rimasto sospeso tra il 2003 e il 2005, fu definitivamente archiviato con l’avvento di Bonifazi, eletto nel 2006.

Oggi è coperto di polvere, in qualche cassetto, in municipio. Alla luce tornano invece le beghe che si legavano alla vicenda.

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