Gioco
Il depuratore è costato 280mila euro. «Con valori fuori norma la mortalità sale»
Mario Monciatti, presidente del Comitato per il No, è preoccupato non solo per la salute di chi fino al 2008 non ha potuto contare sull’abbattitore di arsenico, ma anche sul risvolto economico dell’in...
Mario Monciatti, presidente del Comitato per il No, è preoccupato non solo per la salute di chi fino al 2008 non ha potuto contare sull’abbattitore di arsenico, ma anche sul risvolto economico dell’inquinamento. Se gli enti pubblici assicurano che la bonifica è a carico delle tre aziende oggi presenti nella piana, senza esborsi a carico della comunità, già la costruzione dell’abbattitore rappresenta la prima eccezione. L’abbattitore è costato – spiega il Fiora su richiesta del Tirreno – 280mila euro. Insieme agli altri 5 impianti simili in provincia, il Fiora ha sborsato 2,5 milioni di euro. Soldi pagati dai cittadini con le loro bollette dell’acqua. «Inoltre – spiega Ubaldo Giardini, biologo del Forum – nel 2007 il Comune di Scarlino ha acquisito un’area di circa 40 ettari della piana che è certificata come bonificata, ma che non lo è. Con il risultato che la bonifica della falda sarà per 5 ettari a carico di chi ha inquinato e per 30-40 ettari a carico del Comune, cioè dei cittadini». Ma quanto arsenico c’è nell’acqua potabile della zona industriale di Follonica? Nel 2007 l’Arpat certifica che in via dell’Agricoltura e in via del Fonditore l’arsenico nella rete potabile oscillava tra i 14 e i 16,6 µg/l (microgrammi per litro), quando il limite è 10. Appena sotto la soglia, ma di poco, le concentrazioni nei punti di prelievo dell’asilo nido (9,4), nell’acquedotto rurale (9) e in via Monte Grappa (9,5). Dai rubinetti domestici di via del Fonditore ogni litro d’acqua che usciva nel 2007 aveva tra 14 e 16,6 µg/l di arsenico, in via dell’Agricoltra 15,6, al pozzo Poderino 16. Va precisato che dal 2001 al 2009 la Regione aveva una deroga alle concentrazioni di arsenico fino a 50 µg/l. Non per questo l’arsenico faceva meno male: anche con la deroga di legge la sostanza resta comunque cancerogena. Ma quanto fa male? «La Regione Lazio – spiega Barocci – ha fatto fare uno studio sulla popolazione di Viterbo che, in deroga, ha ottenuto di poter avere valori di arsenico nell’acqua potabile tra i 10 e i 20 µg/l. È venuto fuori che la mortalità è aumentata dell’11%. Mi chiedo perché a Follonica non sia mai stato fatto un registro dei tumori». Al di là dell’arsenico dell’acqua potabile, Barocci ha anche stimato la quantità di acqua potenzialmente inquinata. «Una cifra che la mente umana non può immaginare – spiega serissimo –. Limitandosi alle sole polveri disperse nei terreni, lo studio Tiezzi del 2002 ipotizza 5.390 tonnellate di arsenico. Secondo i miei calcoli, sono in grado di inquinare una quantità d’acqua di 5,39X10 alla 14esima, cioè 539 miliardi di metri cubi d’acqua. In pratica, un cono alto 1.760 metri e 36 Km di diametro, grande quanto l’Amiata. E pensare che il progetto di “bonifica” in 15 anni è in grado di estrarre al massimo 42 tonnellate d’arsenico». (f.f.)
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