Sicurezza
Tomba profanata, lo sgomento del vescovo
Monsignor Rodolfo Cetoloni condanna la violazione di una cappella di famiglia al cimitero di Grosseto: «Sono vicino alle persone colpite»
Il vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni, colpito dalla notizia della profanazione di una tomba, invita alla riflessione sul senso del nostro corpo sia in vita che dopo la morte
«Sono vicino alla famiglia. Il corpo è per l’eternità e nessuno può violarne la sacralità - dice - Sono rimasto intimamente scosso nell’apprendere che al cimitero di Sterpeto sia stata violata una tomba e, con tanta violenza e crudeltà, profanato il corpo di una defunta. Ho riflettuto dentro di me - come cristiano, prima ancora che come sacerdote e vescovo - sul dolore che un atto tanto squalificante può provocare in coloro che a quella defunta hanno voluto bene, che da quel corpo sono nati, che nella relazione anche fisica e corporea con quella creatura hanno ricevuto gioia, affetto, consolazione, benedizione e non posso che manifestare loro la vicinanza mia personale e della chiesa di Grosseto, offrire la mia povera preghiera, dirmi pronto a un gesto che in qualche modo ripari il male provocato da mani ignote. Mi chiedo anche da quale malessere e da quale cattiveria interiore possa nascere la spinta così poco umana a compiere un gesto di profanazione. Sono interrogativi rispetto ai quali non ho risposte immediate, ma che suscitano in me il bisogno, come pastore, di riproporre con umiltà una riflessione pubblica sul senso del nostro corpo, sul significato del culto dei defunti, sul perché la nostra umanizzazione passa anche dal rispetto che portiamo ai resti mortali di chi ci ha preceduti nel cammino di questa vita e, per chi ha fede, è adesso nelle mani misericordiose di Dio».
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