Sicurezza
Tomba profanata «Forse hanno agito su commissione»
Nuova ipotesi sul ritrovamento di una salma fuori dalla bara a Sterpeto. Da oggi disponibili i video di sorveglianza
GROSSETO. Mancano gli autori, manca la dinamica, manca il movente, ma si fa largo l’ipotesi di un colpo su commissione. È ancora mistero sulla profanazione della tomba di una donna, Giovanna Petrucciani, sepolta nel 2002 nella cappella privata della famiglia Pellegrini nel cimitero di Sterpeto a Grosseto. A due giorni dalla macabra scoperta, da parte dei familiari, del corpo della congiunta tirato fuori dalla bara e abbandonato riverso dopo un tentativo, pare,di rubarne le ossa, il caso resta un rompicapo.
La nipote della signora Giovanna, Alessandra Pellegrini, ieri ha avanzato l’ipotesi che la profanazione sia legata a riti satanici. Le ossa dei morti sono ricercate dai satanisti, che le polverizzano per realizzarne pozioni da usare nei loro riti. Un’ipotesi agghiacciante e inquietante.
Del resto in provincia di Grosseto il satanismo non è materia nuova. La stessa cappella dell’altro cimitero cittadino, quello della Misericordia, è stata riconsacrata nel 2003 dopo essere stata usata per messe nere, come ricordò in un’intervista rilasciata al Tirreno nel 2007 padre Mario Parente, priore di Siloe ed esorcista della diocesi di Grosseto. La stessa cappella di Sterpeto e l’eremo di San Guglielmo a Malavalle sono stati, negli anni, sospettati di essere luoghi frequentati da satanisti.
La polizia, però, anche ieri ha escluso la pista satanica. «Avanzano l’ipotesi di un colpo fatto su commissione – spiega Alessandra – anche se non mi spiego cosa pensassero di trovare in quella tomba».
Le prime risposte sono attese dai video delle telecamere di sorveglianza del camposanto: chiunque sia entrato a Sterpeto in una delle notti tra mercoledì e domenica (l’ultima volta che qualcuno di fiducia è entrato nella cappella è stato mercoledì) è finito nei video.
«Va detto che, comunque, le telecamere sono puntate solo sul perimetro esterno, non coprono l’intero cimitero, che sono ben 10 ettari», spiega Romeo Banci, direttore dei servizi cimiteriali, ancora scosso per l’accaduto. Mai, da quando è alla direzione di Sterpeto, dal 1989, era capitata una cosa così grave.
«Non posso fornire altri particolari: ci sono indagini in corso e stiamo controllando i dati per la magistratura – prosegue Banci – ma posso dire che le telecamere funzionano perfettamente e registrano 24 ore su 24. Da domenica stiamo scaricando le registrazioni, che sono pesanti e richiedono tempo. Ma entro domani (oggi per chi legge, ndr) il video sarà pronto per la polizia».
Oggi, dunque, la squadra mobile potrà farsi un’idea più chiara dell’accaduto. Quanto ai rilievi sul campo, Banci spiega che «abbiamo controllato tutto il perimetro e non abbiamo trovato segni di infrazione; tutto era in ordine, nessuna impronta. Non si sa da dove sono entrati».
Per questo Banci non pensa sia stato un “semplice” atto vandalico: «Penso piuttosto a una cosa organizzata, mirata». Il cimitero, del resto, è quasi sempre presidiato anche di notte. «Quasi tutte le notti qui c’è qualcuno – spiega Banci – a occuparsi delle persone che muoiono di notte. Per questo penso a un gesto ben organizzato».
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