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Grosseto

il vescovo cetoloni

«Il corpo è Dio Sono scosso»

GROSSETO. «Sono rimasto intimamente scosso nell’apprendere che al cimitero di Sterpeto sia stata violata una tomba e, con tanta violenza e crudeltà, profanato il corpo di una defunta». Non poteva...

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GROSSETO. «Sono rimasto intimamente scosso nell’apprendere che al cimitero di Sterpeto sia stata violata una tomba e, con tanta violenza e crudeltà, profanato il corpo di una defunta».

Non poteva restare indifferente, il vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloni, davanti all’odiosa profanazione della tomba della signora Giovanna Petrucciani, suocera del compianto Giorgio Pellegrini, noto commerciante grossetano nel settore dell’arredo bagno.

«Ho riflettuto dentro di me – come cristiano, prima ancora che come sacerdote e vescovo – sul dolore che un atto tanto squalificante può provocare in coloro che a quella defunta hanno voluto bene, che da quel corpo sono nati, che nella relazione anche fisica e corporea con quella creatura hanno ricevuto gioia, affetto, consolazione, benedizione – scrive il vescovo in una lettera aperta alla famiglia Pellegrini – e non posso che manifestare loro la vicinanza mia personale e della Chiesa di Grosseto, offrire la mia povera preghiera, dirmi pronto ad un gesto che in qualche modo ripari il male provocato da mani ignote».

Anche il vescovo, come tutta la città, è rimasto disorientato davanti a tanta ferocia: «Mi chiedo da quale malessere e da quale cattiveria interiore possa nascere la spinta così poco umana a compiere un gesto di profanazione. Sono interrogativi rispetto ai quali non ho risposte immediate, ma che suscitano in me il bisogno, come pastore, di riproporre con umiltà una riflessione pubblica sul senso del nostro corpo, sul significato del culto dei defunti, sul perché la nostra umanizzazione passa anche dal rispetto che portiamo ai resti mortali di chi ci ha preceduti nel cammino di questa vita e, per chi ha fede, è adesso nelle mani misericordiose di Dio».

Cetoloni ripercorre la storia bimillenaria della Chiesa che ha sempre onorato la memoria dei defunti, non solo come gesto di pietà verso le persone, spiega il vescovo di Grosseto, ma perché per la Chiesa il corpo è il dono nel quale Dio ha infuso il suo alito di vita. «Nel catechismo della Chiesa cattolica è scritto che l’uomo tutto intero, fatto di anima e di corporeità, è voluto da Dio e che “il corpo dell’uomo partecipa alla dignità di immagine di Dio: è corpo umano proprio perché è animato dall’anima spirituale, ed è la persona umana tutta intera a essere destinata a diventare, nel corpo di Cristo, il tempio dello Spirito”. Dietro a queste espressioni, solo apparentemente un po’ difficili, c’è una verità che fa bene a ognuno di noi: la verità della nostra dignità di persone, sia finché viviamo, sia dopo la morte. Nella fede so che il corpo è per l’eternità e a nessuno è dato il diritto di violarne la sacralità, neppure dei resti mortali».

«Mi auguro – conclude il vescovo – che in ognuno di noi certi episodi abbiano l’effetto di aiutarci a recuperare il senso del rispetto per il mistero che è ogni essere umano, in vita come dopo la morte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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