Sicurezza
Frana, in pericolo il ponte e la strada per Santa Caterina
Roccalbegna: il fronte avanza verso il torrente Armancione Il sindaco Galli avverte Protezione civile e Consorzi bonifica
ROCCALBEGNA. Ancora paura a Roccalbegna per la frana che si è staccata il 13 febbraio e che minaccia il torrente Armancione. I detriti hanno ormai otturato anche le briglie del ponte e il paese rischia, sia per la tenuta del ponte che per la fuoriuscita del fango e dell’acqua con relativa chiusura dell’unica strada che collega Roccalbegna a Santa Caterina e le altre frazioni.
Questo è il timore realistico del sindaco di Roccalbegna, Massimo Galli, che ieri mattina prestissimo, dopo aver ispezionato la situazione e aver constato che i timori dei giorni scorsi si stavano concretizzando, ha inviato un’email certificata allertando la Protezione civile dell’Unione comuni, la Provincia di Grosseto, l’autorità di bacino Ombrone e il Consorzio di bonifica Osa-Albegna, oltre, naturalmente, il suo ufficio tecnico. La situazione, infatti, è molto problematica e interessa una serie di attori che il sindaco vuole mettere attorno a un unico tavolo di responsabilità, perché la frana sta gettando fango e sassi nel torrente a ritmo inarrestabile e provoca danni consistenti.
Domenica sera la frana ha travolto un palo della corrente che si trova vicino al torrente a circa 30 metri dal ponte e per tutta la notte il paese di Roccalbegna è rimasto in black out. Gli operai Enel hanno dovuto lavorare a marce forzate per allacciarsi con un cavo a un’altra linea e rendere disponibile il servizio ieri mattina.
Ma la paura la fa quel fosso, attraversato dal ponte, dove va a finire l’ultima parte della frana di 40 ettari che sta scivolando verso l’Armancione, che domenica ha fatto cadere per metà il poderino di cui era venuta giù una cantonata già sabato scorso e sta allargando le voragini e le fratture presenti sul terreno.
«La situazione è drammatica» racconta sconcertato Aldo Zamperini che ha un podere più in alto e che ha perduto capannone, fontanile e soprattutto la strada di accesso al podere, a causa di questo inesorabile scivolamento del terreno da pascolo che era il paradiso del gregge. Paradiso perduto, ormai. «Ho percorso a cavallo, una vasta area della zona e vedo che il ponte è già tappato. Pericolosissimo per tutti», spiega.
Le iniziative per gli interventi necessari spettano a vari soggetti: la protezione civile dell’Unione sovrintende alle abitazioni e alle infrastrutture; della viabilità se ne deve far carico la provincia, visto che questa strada è provinciale; l’intervento sul corso d’acqua spetta all’Autorità di bacino Ombrone e al braccio operativo del Consorzio di bonifica. Sarà l’Autorità d’ambito, dunque, a decidere il da farsi e bisognerà agire in fretta.
Se lo augura il sindaco Massimo Galli che per stamattina ha indetto una riunione con i vari soggetti competenti. «La vedo durissima – spiega Galli –. Le briglie del ponte sono già tutte intasate e se il fango occupa la strada noi siamo isolati. Questa, infatti, è l’unica strada che mette in comunicazione Roccalbegna con Santa Caterina e altre borgate. Non sapremmo dove transitare. C’è una vecchia strada che forse potremmo usare momentaneamente, ma non c’entrano né i bus di linea e nemmeno lo scuolabus. Domani (oggi, ndc)spero di poter sapere se c’è modo di intervenire in questo disastro. A occhio, mi sembra inutile togliere il fango già esistente, perché in un batter d’occhio sarebbe di nuovo tutto lì. Non so cosa potremo fare per impedire alla frana di scaricare nel fiume. E poi c’è da incrociare le dita e sperare che non piova».
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