Il Tirreno

Grosseto

«Aiuto, non so a chi pagare la bolletta»

L’incredibile odissea di una grossetana rimpallata da un anno tra i gestori di energia elettrica

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Pagare le bollette non piace a nessuno. Però c’è di peggio: volerle saldare, ma non sapere a chi versare i soldi.

È quello che accade alla signora Paola, proprietaria di un appartamento in città. La donna, da più di 9 mesi, cerca di venire a capo di una storia surreale con un contatore della luce e il suo codice identificativo (Pod, indispensabile per cambiare operatore, ndc) che paiono essere figli del nulla. Fosse stato un parto a quest’ora tutto sarebbe finito. E invece Paola è ancora lì, incastrata tra due fornitori del servizio. Rimpalli, assenze e qualche goffa via d’uscita. Ma niente, nulla sembra muoversi.

Tutto ha inizio a fine aprile 2013: la casa viene lasciata dall’affittuario che la occupava da qualche tempo e Paola inizia a intestarsi le diverse utenze. Ma la luce no: «È iniziato il calvario. Chiamo l'Enel, mio gestore, ma dal numero verde mi rispondono che quel codice cliente non è più con loro, ma è passato ad altro gestore. Chiamo l'inquilino per farmi dare il nominativo del nuovo gestore, e mi dice di rivolgermi a Enel energia».

Tutto risolto? Macché: «Anche qui la risposta è negativa. Mi viene detto che l'inquilino ha sì fatto domanda da loro, ma questa è stata respinta ed è dunque probabile che l’utenza sia ritornata a Enel». Un ping pong estenuante, tra voci registrate, attese e numeri da digitare sul telefono. Tutti conoscono le lungaggini dei centralini delle grosse aziende nazionali: un girone dantesco. Intanto i giorni passano, ma Paola non si dà per vinta: «Chiamo di nuovo sia Enel che Enel Energia, chiedo loro di aiutarmi in questa giungla, ma nulla». Non succede niente. Questo sino al 24 giugno 2013: «Richiamo Enel Energia che mi fa stipulare, via telefono, un contratto in cui recedo dalla vecchia utenza. E lì mi chiedo: ma se l’utenza con loro non c’è, come posso chiuderla?».

Paola però non se la sente proprio di fare troppe domande, spera d’aver imboccato la strada giusta per uscire da tutto questo marasma. Ma si sbaglia: «Dopo 45 minuti di domande l’operatore mi dice che tutto è andato a buon fine e che nel giro di pochi giorni mi arriverà a casa una raccomandata con ricevuta di ritorno contenente il contratto da firmare e rispedire». A oggi non è arrivato nulla.

Paola contatta ancora i due gestori e anche altre compagnie. «Ma tutti mi dicono solo di attendere». Alla fine la mossa di genio: «Secondo loro la via d’uscita è aspettare che mi venga sospeso il servizio, insomma, dovrei aspettare che mi stacchino la luce! Questo comporta spese e ancora spese». Finito qui? No. Il 9 febbraio la donna si accorge che è stato diminuito il carico di energia disponibile e portato ai minimi, tanto che «accendere lo scaldabagno e un altro elettrodomestico non è possibile». Disagi su disagi. «Ho inviato anche diverse email per avere notizie del Pod. Risultati? Zero. Ditemi voi, cosa devo fare?».

Maurizio Bernardini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa