La manifestazione
Una dinastia sfortunata
Il capostipite Giorgio perse in incidenti due figli di 9 e 19 anni
GROSSETO. Una famiglia conosciutissima e amata, i Pellegrini, ma anche molto sfortunata. Il capostipite Giorgio, un signore dell’imprenditoria maremmana, è morto nel 2004 dopo una lunga malattia affrontata con forza d’animo e fermezza.
Di dure prove, del resto, la vita gliene aveva presentate molte. Giorgio Pellegrini aveva dovuto affrontare la morte del primogenito Daniele, investito a soli 9 anni. Nel 1971 un’altra tragedia. Massimo, l’altro figlio, grande speranza dell’atletica italiana, muore a 19 anni anche lui in un incidente. Giorgio volle che il nome del figlio restasse legato allo sport che aveva tanto amato; non a caso l’Atletica Grosseto, da allora, si chiama “Massimo Pellegrini”, e Giorgio ne è stato prima presidente, quindi presidente onorario, oltre che grande sostenitore.
Persona di rara eleganza, seria, di animo buono e sempre disposta ad aiutare gli altri, Pellegrini era venuto in Maremma nei primi anni Cinquanta, all’epoca giovane funzionario dell’Ente Maremma, prima di fondare il negozio. Adesso l’orrore della profanazione della tomba della suocera. (f.f.)
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