Il dolore
Tomba profanata, il vescovo: «Intimamente scosso»
Cetoloni esprime vicinanza alla famiglia Pellegrini: «Sono pronto a un gesto che in qualche modo ripari il male provocato da mani ignote»
«Sono rimasto intimamente scosso nell’apprendere che al cimitero di Sterpeto sia stata violata una tomba e, con tanta violenza e crudeltà, profanato il corpo di una defunta». Lo ha detto il vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloni, dopo quanto accaduto al cimitero di Sterpeto a Grosseto dove ieri, domenica 16 febbraio, ignoti sono entrati nella cappella privata della famiglia Pellegrini e hanno tirato fuori dalla bara il corpo di una defunta, tumulata nel 2002.
«Non posso che manifestare la vicinanza mia personale e della Chiesa di Grosseto – ha proseguito il vescovo –, offrire la mia povera preghiera, dirmi pronto a un gesto che in qualche modo ripari il male provocato da mani ignote. Mi chiedo anche da quale malessere e da quale cattiveria interiore possa nascere la spinta cosi' poco umana a compiere un gesto di profanazione. Sono interrogativi rispetto ai quali non ho risposte immediate, ma che suscitano in me il bisogno, come pastore, di riproporre con umiltà una riflessione pubblica sul senso del nostro corpo, sul significato del culto dei defunti, sul perché la nostra umanizzazione.
Nella fede so che il corpo è per l’eternità e a nessuno è dato il diritto di violarne la sacralità, neppure dei resti mortali. Desidero con tutto il cuore offrire parole e gesti che possano consolare i familiari – ha concluso - così tanto scossi da questa vicenda molto dolorosa da sopportare e mi auguro che in ognuno di noi certi episodi abbiano l’effetto di aiutarci a recuperare il senso del rispetto per il mistero che è ogni essere umano, in vita come dopo la morte».
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