Il Tirreno

Grosseto

«Pronti a trasferire tutti i nostri bambini»

di Guido Fiorini
«Pronti a trasferire tutti i nostri bambini»

Il caso delle elementari dove un ragazzino picchia e minaccia gli altri, parla una madre: «Gli si assegni un sostegno, così fa danni anche a se stesso»

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GROSSETO. Il caso del ragazzino che picchia e ferisce i compagni con oggetti, in classe, potrebbe portare ad una richiesta di trasferimento di massa da parte dei genitori degli altri bambini. Sempre che non siano presi provvedimenti dalle istituzioni scolastiche. Dopo il nostro articolo di ieri, altre mamme ci hanno inviato la loro testimonianza. Il caso riguarda una scuola elementare cittadina: in una classe un bimbo ha evidenti problemi nel rapporto con gli altri. Al punto che li minaccia, li picchia, li ferisce con le matite, ruba loro le merende. Insomma, trattandosi di bimbi di 6-7 anni, mette loro una paura tale che non riescono neppure a studiare.

Fra le tante testimonianze ne abbiamo scelte una di una madre, dalla quale traspare tutta la preoccupazione per la vicenda.

«La mia testimonianza – scrive – vuole non solo avvalorare la testimonianza di quella madre, ma vuole aggiungere ancora tristi informazioni. Io ho ancora mia figlia/o in quella classe perché non trovo giusto trasferirla/o. Giusto sarebbe trovare una risposta dalle istituzioni. Il bambino in questione ha chiaramente bisogno di un sostegno ed è vergognoso che a tutt’oggi non gli sia stato assegnato per l’incapacità dei genitori di prendere coscienza del grave problema. Viene fatto un danno grande sia al bambino sia alla classe. Ci sono bambini che accusano disturbi del sonno e strana aggressività. In classe respirano tensione, ansia e paura e non mi si venga a dire che veder picchiare la maestra ed esser messi in piedi al muro per protezione sia normale Non mi si dica che subire gravi minacce da un bambino per aver in cambio un oggetto o la merenda sia normale. Non mi si dica che eliminare le forbici sia normale. Come si è dimostrato la matita può ferire ancora di più (vi è già un referto del pronto soccorso per una, per fortuna lieve, ferita all’occhio). Non mi si dica che è normale che un bambino butti tutti gli oggetti dei compagni di sotto. Non mi si dica che spezzare le matite a tutti sia normale. Non mi si dica che rovesciare tutti i banchi ed avere crisi di rabbia buttandosi in terra sia normale. Non mi si dica che togliere la classe dal primo piano e spostarla a piano terra per maggiore sicurezza sia normale. Non mi si dica che picchiare un compagno o una compagna per ogni futile motivo sia normale. Tante mamme hanno portato via i loro figli, ma ancora più mamme lottano per trovare un equilibrio e dare serenità al gruppo classe, che deve saper comprendere anche il bambino che ha bisogno di aiuto. Se le istituzioni non daranno risposta affiancando un sostegno dedicato a quel bambino, allora in tante chiederemo il nulla osta e trasferiremo i nostri bambini in classi dove la prima regola sarà lavorare e non imparare a difendersi dalle paure».

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