Il Tirreno

Grosseto

La frana invade il torrente Metà ponte già ostruito

di Fiora Bonelli
La frana invade il torrente Metà ponte già ostruito

Lo smottamento di Roccalbegna avanza e si riversa nell’Armancione L’acqua è scura di fango e l’alveo pieno di ciotoli: si teme l’effetto “tappo”

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ROCCALBEGNA. La frana e lo smottamento di 40 ettari di terreno che stanno scivolando senza sosta dall’altezza di 40 metri del poggio Grancalino, verso la valle dell’Armancione, a Roccalbegna, sono arrivati al letto del fiume, sorvegliato a vista sia dagli abitanti di Roccalbegna che dalle istituzioni cittadine e comprensoriali.

L’Armancione, che scorre a valle e si getta, poi, nel fiume Albegna, attraversa la strada provinciale sotto un ponte che si trova proprio all’uscita del paese amiatino, a circa 300 metri dalle ultime case del paese, percorrendo la strada provinciale 160 verso Santa Caterina.

Ed è proprio a guardare sotto quel ponte che ieri mattina di buon’ora è andato Aldo Zamperini, l’allevatore che fino a martedì scorso mandava il suo gregge a pascolare nei prati sovrastanti il fiume. Un pascolo straordinariamente fertile, che adesso sta franando senza sosta, tirato in basso dal fiume.

Zamperini l’aveva detto subito che sicuramente la frana sarebbe arrivata fino alla strada provinciale e che avrebbe provocato grossi guai. «Sono andato, dunque – dice l’allevatore – a sorvegliare l’Armancione. Mi sono accorto subito che la frana stava arrivando. L’acqua del fiume è già scura e limacciosa, piena di terra. Nella scarpata sono già visibili crepe in quantità e l’alveo del fiume è ormai invaso da ciottoli e sassi. Bisogna evitare che quella terra faccia tappo e provochi qualche problema serio. Se casca giù il costone, sono dolori».

Il sindaco, Massimo Galli, con i suoi tecnici da sabato mattina sorveglia la situazione. «Ci siamo, purtroppo – dice Galli –. Si sta verificando quello che non avremmo mai voluto, e ormai, dalla frana del terreno soprastante, lo smottamento è arrivato alla strada provinciale. Si sentono cadere sassi e viene giù fanghiglia. Incredibile. Lo spazio sotto il ponte è già stato invaso per il cinquanta per cento e va fatto urgentemente qualcosa. Dobbiamo assolutamente tenere libero il più possibile l’alveo del fiume».

E pensare che questo fiume è stato ripulito di recente. «Ho avvertito il Consorzio di bonifica Osa Albegna – spiega il sindaco – la protezione civile dell’Unione è informata. Adesso il tavolo istituzionale e tecnico che abbiamo organizzato, farà le sue considerazioni e deciderà il da farsi. Certo che la situazione non è per nulla rosea».

La frana, però, non si sta allargando solo a valle. Lo ha visto lo stesso Zamperini che ha ancora una volta ripercorso a piedi gran parte della zona a monte dell’Armancione, interessata dalla frana e ha notato che lo smottamento, adesso, si è esteso anche più in alto rispetto al poderino da cui si pensava che la frana fosse partita.

«Sono salito a piedi – spiega – e ho visto molte crepe nel terreno anche più in alto. Speriamo bene, ma purtroppo, penso che tutto questo ventaglio di terra di circa 40 ettari sia destinato a venir giù. Anche vicino al letto dell’Armancione, che è il torrente verso il quale è trasportato il corpo di frana, c’è una quercia che stamattina aveva già parzialmente scoperte le sue radici e non era ben ancorata alla terra. Segno bruttissimo, questo».

Intanto ci si interroga sulla sicurezza delle abitazioni più vicine alla frana, ma per gli edifici sembra scongiurato il pericolo. «Le case più vicine al ponte sulla provinciale – commenta Zamperini – sono a circa 300 metri e sono fuori da questo blocco franoso. E anche il mio podere, Le Buche, si trova in una collinetta abbastanza distante dalla frana. Le mie pecore sono lì, al sicuro rispetto all grande smottamento, ma isolate perché la strada se l’è mangiata la frana. Potremo di nuovo ricollegarci alla strada principale non appena sarà ripristinato e allargato il percorso di Sant’Antonio che era un tempo esistente e che era stato abbandonato. Sperando che lassù non succedano guai irreparabili come quello in corso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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