Il Tirreno

Grosseto

Ferrovia distrutta, odissea per i pendolari

di Francesca Ferri

Un ingegnere di Braccagni racconta le peripezie per arrivare a Siena, tra bus sostitutivi e “fantasma”

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GROSSETO. Dopo aver scavato il terrapieno della ferrovia Grosseto-Siena e messo ko la linea tra Buonconvento e Montepescali, ancora interrotta e non ancora in programma di esser riparata a causa degli alti costi dell’intervento (3 milioni di euro), l’alluvione di ottobre continua a scavare. E stavolta sta letteralmente rosicchiando la pazienza dei pendolari che devono raggiungere Siena dalla Maremma e non possono più contare sui treni.

L’odissea della trasferta la racconta Luciano Di Prima, ingegnere alla Usl di Siena, che ogni giorno raggiunge la città del Palio da Braccagni. Senza l’auto, da giugno Di Prima si affida ai mezzi pubblici. Ma la fiducia, da quando la linea è interrotta, non è ricambiata.

Il primo problema è che non tutti i treni per Siena sono stati sostituiti da autobus. Non lo è il treno delle 6.10 Grosseto - Siena, che fermava a Montepescali alle 6.25. «Per chi come me abita a Braccagni e non ha l’auto per andare a Grosseto, gli unici modi per arrivare a Siena sono: autobus sostitutivo con partenza alle 5.10 o la combinazione treno più autobus sostitutivo con partenza da Montepescali alle 7.10, coincidenza a Grosseto alle 7.25 e arrivo a Siena alle 8.40. Mi domando: perché non è stato istituito un servizio al posto del treno? È fuori dal mondo lasciare un gap di due ore e venti la mattina».

Di Prima ha segnalato il problema alla Regione, e fornisce le lettere e le risposte, ma la situazione è rimasta tale e quale. Anzi. Il problema esiste anche al ritorno. Da Siena non ci sono, infatti, autobus diretti a Braccagni e Grosseto: bisogna andare a Buonconvento in treno e prendere il bus che passa da Montalcino, Paganico e Braccagni: due ore.

Il secondo problema è la difficile coincidenza tra treno e bus sostitutivi. Un esempio? «Il 23 gennaio prendo il regionale alle 7.10 da Braccagni per prendere il bus sostitutivo delle 7.25 da Grosseto per Siena. Arrivo a Grosseto con 8 minuti di ritardo e il bus non ha aspettato la coincidenza, come invece doveva fare perché previsto dagli orari di Trenitalia. Per un minuto mi lascia a piedi», spiega Di Prima.

Quando il 6 febbraio si ripresenta una situazione simile, Di Prima chiede al capotreno di avvertire il bus sostitutivo del ritardo. «Il capotreno prontamente telefona ben due volte alla stazione di Grosseto», spiega l’ingegnere, ma il capostazione gli risponde «che non è competenza sua andare segnalare agli autisti il rispetto della coincidenza. Siamo all’assurdo: se Trenitalia impone di rispettare le coincidenze e nessuno avverte l’autista, il pendolare come deve fare?».

Trenitalia, interpellata dal Tirreno, spiega che «il dirigente movimento non può alzarsi dalla sua postazione di controllo, ma sensibilizzeremo assolutamente il personale del bus sostitutivo perché, se c’è un’attesa di pochi minuti, aspetti i passeggeri». La mancata sostituzione del treno delle 6.10, infine, «è materia della Regione». Chieste delucidazioni alla Regione, non è stato possibile, ieri, contattare gli uffici competenti per avere conferme e spiegazioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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