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Grosseto

Assoluzione del basista il pm ricorre in appello

Assoluzione del basista il pm ricorre in appello

Rapina in banca a Porto Ercole, impugnata la sentenza per un giovane romeno «Stretti rapporti con i banditi, il traffico telefonico dimostra la sua presenza»

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PORT ERCOLE. E' destinata ad avere un'appendice in appello l'assoluzione di Paul Emilian Surleanu, 33 anni, di origini romene e abitante a Monte Argentario, imputato per la partecipazione alla rapina alla Cassa di Risparmio di Firenze avvenuta a Porto Ercole nel settembre 2009, un colpo a mano armata (con un dissuasore elettrico) che fruttò 102 mila euro.

Il sostituto procuratore Stefano Pizza ha infatti impugnato il proscioglimento pronunciato dal giudice Giovanni Muscogiuri, sostenendo la sussistenza di tutti gli elementi di colpevolezza trascurati invece in primo grado: l'accusa aveva chiesto 7 anni e mezzo, individuando per Surleanu il ruolo di basista che aveva fornito la propria casa come appoggio logistico per chi aveva materialmente commesso la rapina e svolgendo un sopralluogo successivamente al colpo.

Nelle 25 pagine dell'atto di appello, il pm ravvisa innanzi tutto stretti rapporti tra gli altri due coimputati, Stefan Cusnir e Massimiliano Farroni, tra l'altro accolti in casa al termine di un'altra rapina in banca, avvenuta l'anno successivo a Capalbio. Poi ritiene di grande valore il fatto che lo scooter rubato usato per la rapina sia stato ritrovato a 1 km e mezzo dalla Panoramica, perché era sulla strada che li portava da Surleanu e non in un punto qualsiasi che poteva portare ovunque.

E se il ritrovamento del mezzo è effettivamente dei giorni successivi, perché mai uno dei tre avrebbe dovuto spostare lo scooter nella settimana precedente, correndo un rischio elevatissimo? Se il rifugio fosse stato diverso dalla casa di Surleanu, osserva ancora l'accusa, Cusnir l'avrebbe rivelato senza problemi; invece il rapinatore racconta di una (inverosimile per il pm) permanenza in spiaggia a Porto S.Stefano, con il bottino al seguito, dopo il colpo messo a segno con il volto scoperto.

L'analisi del traffico telefonico e delle celle impegnate testimonia, stando alle conclusioni di Pizza, la compatibilità della vicinanza di Surleanu a Porto S.Stefano piuttosto che a Porto Ercole; e i dati ricavati sono pienamente attendibili, nonostante il parere contrario del giudice, e in dibattimento nessuno ha mai messo in dubbio tale qualità. Certa è anche, sempre sulla base del traffico telefonico (una telefonata con la sorella di Cusnir), la presenza di Surleanu a Porto Ercole subito dopo la rapina.

Ultimo argomento, ma sul quale il pm punta molto, è lo stretto legame tra le due rapine, Capalbio e Porto Ercole: stesse modalità, fuga verso l'Argentario invece che verso Roma, stesso comportamento di vedetta e di predisposizione dell'alloggio da parte di Surleanu.

Pierluigi Sposato

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