Il Tirreno

Grosseto

Tre righe di sentenza Iacomelli di nuovo sindaco

di Alfredo Faetti
Tre righe di sentenza Iacomelli di nuovo sindaco

Il Consiglio di Stato ha annullato il ricorso del Tar sul caso liste a Gavorrano La prossima settimana consiglieri e assessori torneranno al loro posto

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GAVORRANO. Il Consiglio di Stato ha impiegato tre righe per rispondere alla domanda che tutta Gavorrano si ripete da sette mesi. «Gli assessori e i consiglieri provinciali possono autenticare le firme relative alle operazioni elettorali per l'elezione dei sindaci e il rinnovo dei consigli dei comuni della provincia». Così si chiude il caso liste. Così Elisabetta Iacomelli torna a fare il sindaco. Così gli otto eletti sono tornati a sedere ai banchi del consiglio. Così si è scongiurato il pericolo di nuove elezioni e ora davanti ci sono quattro anni di amministrazione. Il ritorno alla normalità molto probabilmente è iniziato ieri mattina, quando la socialista di nuovo primo cittadino e il commissario prefettizio che era subentrato al suo posto, Riccardo Malpassi, si sono sentiti al telefono. Un breve confronto su quale sarà l'iter da seguire e se ancora non è stato ben definito, la sensazione è che sarà molto breve. Già la prossima settimana infatti il consiglio potrà insediarsi per la seconda volta, dato che non è mai stato sciolto ma soltanto lasciato "in sospeso", in attesa della definitiva decisione dei giudici. La sentenza, invece, è arrivata intorno alla mezzanotte di venerdì. L'entusiasmo della lista “Centrosinistra unito per Gavorrano - Elisabetta Iacomelli sindaco" però aveva iniziato a salire già dal pomeriggio, quando da Roma si sono avute le prime notizie sugli altri Comuni italiani travolti dal caso liste. Valenzano prima e Tricarico poi: ovunque i sindaci stavano tornando al proprio posto. «Aspettiamo la sentenza», dicevano giovedì gli uomini della Iacomelli, anche se la strada era ormai tracciata. Tutti i casi, infatti, riguardavano lo stesso punto: liste vittoriose nella tornata elettorale 2013 impugnate perché convalidate da consiglieri o assessori provinciali; soggetti che una vecchia sentenza del Consiglio di Stato aveva dichiarato non autorizzati alla convalida. Una decisione che è andata a colpire una prassi convalidata e un concetto, quello della "territorialità", che ha creato molta confusione e un mare di ricorsi al Tar. A Gavorrano è stata la coalizione di Massimo Borghi a impugnare le liste: in primo grado il ricorso è stato accolto, in secondo no. Il Consiglio di Stato infatti ha dichiarato legittime le elezioni e ha messo di nuovo al loro posto tutti i consiglieri: oltre a Iacomelli, Giorgia Bertaccini, Ester Tutini, Daniele Tonini, Giulio Querci, Giuseppe De Biase, Furio Benelli e William Capra per la maggioranza; Patrizia Scapin, Antonio Melillo e Samanta Vanni per l'opposizione di Borghi. Di nuovo in consiglio comunale, per un'amministrazione che durerà altri quattro anni. E da queste parti è quasi un record.

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