Sicurezza
«Mia figlia costretta a cambiare scuola»
Una mamma denuncia violenze in una classe elementare Capelli tagliati e lividi. Le maestre: «Non portate le forbici»
GROSSETO. Chi non ricorda le emozioni del primo giorno di scuola? Per genitori e bambini l'inizio di un percorso di piccoli passi verso una nuova avventura fatta di gioie, divertimento e socializzazione con i nuovi compagni e le maestre.
Per qualcuno però non è stato proprio così e, dopo la festa iniziale, i giorni successivi si sono trasformati in un vero e proprio inferno. La storia è accaduta in una scuola elementare di Grosseto e vede protagonisti una mamma e la sua bambina, vittima indifesa delle violenze di alcuni compagni di classe. Di nulla e nessuno è possibile fare nomi, perché (e solo per questo motivo) trattandosi di bambini la tutela deve essere massima.
Dunque la storia. La bimba, a settembre, comincia a frequentare la scuola e tutto sembra procedere regolarmente, fino a quando la mamma si accorge che spesso i quaderni dei compiti non vengono corretti. Addirittura sono scritti al contrario e zeppi di errori. La mamma si preoccupa e, dopo avere parlato con le maestre che la rassicurano, porta la bimba da un logopedista, che dopo averla visitata esclude qualsiasi problema. La mamma prima si rassicura ma poi, ancora preoccupata, ritorna dalle insegnanti, le quali a mezze parole ammettono che nella classe c'è una situazione particolare, spesso difficile da gestire, e scopre che la cosa è molto più grave. I genitori dopo una riunione chiedono che i bambini che si sono resi protagonisti di episodi violenti siano affiancati da un insegnante di sostegno: ma la richiesta non va in porto, perché manca il consenso degli stessi genitori.
La situazione precipita al rientro dalle vacanze di Natale: gli episodi violenti in classe si moltiplicano. Alcuni bambini, racconta la mamma, tornano a casa con i capelli tagliati. Una maestra cade a terra dopo avere ricevuto una spinta improvvisa. Le botte e i lividi a fine giornata non si contano più, nonostante le proteste dei genitori. Diversi alunni accusano disturbi del sonno, atteggiamenti nevrotici e frequenti che sono segnali di una situazione di enorme disagio.
Le gocce che fanno traboccare il vaso sono la raccomandazione delle insegnanti di non portare forbici in classe - perché c'è il timore che possano essere usate in modo pericoloso - e quella bambina che torna a casa con vistosi lividi nei genitali e sul collo per le botte subite. La mamma della bimba cerca di parlare con il dirigente della scuola in più di una occasione, ma le richieste non trovano accoglienza. Allora la mamma sempre più preoccupata decide di tenere a casa la figlia, pensando cosa fare. Nel frattempo una scolaretta è costretta ad andare al pronto soccorso dopo avere ricevuto un colpo di matita nell'occhio che le procura una lesione cornea.
Scatta la denuncia dei genitori, ma la scuola continua a negare che ci siano problemi nella classe, nonostante qualche giorno dopo un bambino si ritrovi con il labbro rotto sempre per un colpo di matita. Si consulta un avvocato che consiglia i genitori di lasciare tutti i bambini a casa per i giorni successivi. La mamma decide che è arrivato il momento di portare la bimba in un'altra scuola di Grosseto. L'odissea però non è finita qui. Per cambiare plesso scolastico serve il nulla osta della scuola di appartenenza, ma il dirigente lo nega, minimizzando tutti i fatti. La mamma scrive una lettera alla scuola dove spiega le motivazioni di questa scelta. Solo dopo che avevo minaccia di rivolgermi ai carabinieri, dice la mamma, la dirigente acconsente. Nello stesso tempo il dirigente della nuova scuola sollecita il nulla osta, senza ottenere risposta. Solo dopo diversi giorni e dopo tante insistenze arriva il sospirato documento.
Nel frattempo altri tre bambini cambiano scuola. Ora mamma e bambina sono più serene. Nel nuovo ambiente, la vita scolastica scorre tranquilla, ma non tutti i disturbi, le paure e fobie sono spariti, per quelli ci vorrà molto più tempo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
