Lutto
«Il Comune ricompri tutte le Farmacie e le faccia fruttare»
Movimento 5 Stelle di nuovo all’attacco: «La stessa Fcr spa ha il capitale per riprendersi il 49% in mano ai privati»
GROSSETO. Tre atti per rilanciare Farmacie: così il M5Stelle accelera e cerca di trascinare il servizio fuori dal caos. Via il socio privato e via gli sprechi da una realtà che può rendere di più sia in termini di quattrini che di utilità sociale. Ieri, il capogruppo Giacomo Gori e alcuni militanti del 5Stelle tra cui Claudio Fiori e Roberto Fanti, hanno presentato alla stampa una proposta di delibera, un’interrogazione (già depositata) e una richiesta di accesso agli atti.
Sino a oggi. Il Comune è socio di maggioranza di Fcr spa, con il 50,615% del capitale sociale. Il resto è nelle mani del privato Codifarma (49%) e Comune di Scansano, (0,385 %). La scelta di vendere il pacchetto pubblico è finita male. Per la gioia di Sel e 5Stelle che avevano portato la faccenda in tribunale e avviato una petizione. Come mai l’affare è sfumato? Semplice, all’indomani dell’apertura delle buste contenenti le offerte ci si è accorti che quelle buste non c’erano: non esisteva alcun acquirente pronto a sborsare gli oltre 12 milioni di euro richiesti. Tra l’avvio e la conclusione della vicenda non sono mancate accuse al vetriolo e battute al veleno.
Delibera. E ora? I grillini hanno preparato tre passaggi istituzionali «Affiancati da gruppi di discussione e convegni» come sottolineato dal capogruppo 5Stelle, Giacomo Gori, che assicura un intervento «Costruttivo e rispettoso delle parti». Il primo è la delibera: lì è messa nero su bianco la volontà di approvare le linee d’indirizzo necessarie a far divenire il Comune socio unico nel capitale di Fcr spa. Ma attenzione, si tratterebbe di un’operazione di riflesso: per i 5Stelle a liquidare Codifarma dovrebbe essere Fcr stessa, non il Comune di Grosseto in modo diretto, così da non gravare sulle casse comunali. I margini per l’operazione, secondo i grillini, ci sono. Dietro l’angolo esiste anche una seconda strada, con la quota di Codifarma nelle mani dei dipendenti stessi delle farmacie. Accanto alla proposta di delibera i 5Stelle allegano una relazione su idee, potenzialità, esperienze e servizi innovativi. Tra le righe una stoccata arriva a Bonifazi: qualche tempo fa il sindaco aveva ricordato che il Comune «Non può fare il farmacista». Dai 5Stelle ricordano che la farmacia è un punto di riferimento cardine nel settore della salute e della prevenzione. Che senso ha per un’amministrazione avere le farmacie? Tenere pubblico questo servizio permette di garantire: «Concorrenza in un mercato che altrimenti sarebbe monopolio dell’interesse privato e del mero profitto; spirito etico e di servizio in un’attività con ampie caratteristiche commerciali; informazione indipendente e non consumista sul corretto uso dei farmaci». Inoltre, attorno alle farmacie pubbliche possono trovare spazio «Servizi aggiuntivi al cittadino e un punto d’ascolto in ambito socio sanitario». Senza considerare la possibilità di «Liberare risorse economiche che possono essere reinvestite nel sociale».
Interrogazione e atti. E qui arrivano le bordate. L’interrogazione presentata ieri dal M5S su Fcr spa è qualcosa «Che viene da chi lavora dentro le farmacie e dalla gente». Lì, in due paginette scarse, i 5Stelle riversano dubbi e proposte per migliorare il servizio. Nel mirino finisce la farmacia di via De’Mille: viene chiesto perché il direttore non sia «Soggetto a un orario e a turni prestabiliti e conosciuti dal personale, dal momento che tale carenza crea spesso situazioni di difficoltà nella gestione delle lamentele, dei disservizi o delle esigenze dei collaboratori». E sotto la lente d’ingrandimento finiscono anche i turni di tre dipendenti non laureati. Il M5S chiede anche se le modifiche agli orari dei dipendenti di Fcr spa siano calate dall’alto, motivate, o frutto di concertazione con i sindacati. L’interrogazione punta il dito pure sull’assenza «Di criteri di rotazione dei direttori»; l’assegnazione dell’assistenza informatica a una ditta di Ravenna e l’esternalizzazione delle operazioni d’inventario. Perplessità anche sul fondo in affitto (a uso magazzino) di via Tazzoli: i 5Stelle vogliono sapere «Se c’è un contratto di locazione e se viene corrisposto un canone. Se sì, come mai è inutilizzato?» Grosso rilievo anche a un corretto acquisto dei materiali «Che spesso finiscono per scadere e essere gettati»; l’introduzione di un sistema anti taccheggio e la verifica dell’esistenza o meno di un servizio Cup. Il M5S ha anche avanzato una richiesta di accesso agli atti per visionare il registro dei verbali del Cda di Fcr spa. E proprio sulle farmacie il 1° marzo, alle 10,30 in palazzo Aldobrandeschi il M5S fissa un convegno.
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