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Grosseto

Due gatti uccisi dal veleno C’è l’esposto alla Procura

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Due gatti uccisi dal veleno C’è l’esposto alla Procura

In un giardino di Bagno è stato trovato un piatto di carne e metaldeide Mistero su altri mici scomparsi, potrebbero essersi nascosti per morire

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GAVORRANO. Questa è la storia di Pippo, un gatto dal manto bianco e nero. Morto alla fine di un'agonia terribile, colpevole di aver mangiato da un piatto apparecchiato in un giardino di Bagno di Gavorrano appositamente per uccidere. Tra la carne e il pane, infatti, è saltata fuori della metaldeide, veleno per lumache. Due gatti sono morti per aver assaggiato quel boccone letale, tra mille sofferenze. Altri invece sono spariti. «Spero di no, ma c'è la possibilità che anche loro abbiamo ingerito veleno e poi siano andati a nascondersi per morire» dice la veterinaria. Lei ha raccolto due campioni di questo cocktail micidiale, informando le autorità e segnalando il fatto alla Procura. Qualche giorno fa Pippo decide di farsi un giro. Bagno è una sorta di oasi, con molto verde e poco traffico, dove gli animali domestici girano tranquillamente in strada per poi tornarsene a casa. Solo che questa volta Pippo sta male al suo ritorno, tanto male, con nausea e convulsioni. Il padrone decide i portarlo subito dal veterinario, che rimane colpita dagli strani sintomi dell'animale. «Ho paura che sia veleno», dice a malincuore la dottoressa Paola Rossi al padrone di Pippo. E quando finiscono le convulsioni, i reni del nostro micio si bloccano e Pippo viene addormentato per sempre, in modo da evitargli altre sofferenze. La veterinaria esegue l'autopsia e incarica il padrone di andare in giro per le strade alla ricerca di qualsiasi cosa possa sembragli strano. Lui inizia subito la caccia e dopo poco trova un cancello aperto che dà sul giardino di un privato. Entra, come sarebbe potuto entrare un bambino, e vede una strana brodaglia dentro a un piatto, dove galleggiano pezzi di carne e di pane. Rossi preleverà poi due campioni di questo mix e dalle analisi viene fuori che si tratta appunto di metaldeide. Intanto però, la veterinaria deve fare i conti con la seconda vittima. Negli stessi giorni infatti arriva un secondo gatto, questa volta già in blocco renale. E anche per lui la soluzione migliore diventa evitare altro dolore. «Su questo non c'è la certezza che sia metaldeide, ma è molto probabile». L'orrore toccato con mano le impedisce di far finta di niente. Rossi presenta immediatamente una segnalazione all'istituto zooprofilattico, al Comune, alla Provincia di Grosseto e alla Procura. «Questo è un posto ideale per tenere animali domestici. Quindi lancio un appello: se trovate qualcosa di strano contattate subito me o i carabinieri» dice la veterinaria. Perché a quel veleno poteva arrivarci senza problemi anche un bambino. Il cancello del resto era aperto. Ma allora perché questo piatto per uccidere? Per aver trovato due volte dell'urina sul proprio prato? «Voglio ringraziare uno dei miei vicini che lo ha avvelenato - scrive amaro il padrone del nostro micio su facebook - Ma gli vorrei ricordare che Pippo ha comunque avuto una vita più dignitosa di quella che lui avrà mai».

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