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Bizzarri incontra i sindacati «Si rischia il blocco per i gessi»

SCARLINO. Tioxide, tra luci ed ombre. Da una parte la produzione registra una lieve crescita rispetto agli anni scorsi, in cui si è dovuto fare i conti con una crisi economica mondiale. Bene quindi...

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SCARLINO. Tioxide, tra luci ed ombre. Da una parte la produzione registra una lieve crescita rispetto agli anni scorsi, in cui si è dovuto fare i conti con una crisi economica mondiale. Bene quindi il lavoro e i livelli di occupazioni in vista del futuro. Allo stesso tempo, però, i sistemi studiati e messi in campo per ridurre gli scarti industriali non hanno portato al risultato sperato e questo è un problema serio, dato che la discarica a Montioni è quasi satura. Uno scenario molto preoccupante, quello dell'esaurimento nella cava, che se si concretizzasse «comporterebbe in maniera inequivocabile la fermata dell'attività di produzione entro pochi mesi», avverte il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri. Questo è lo scenario venuto fuori dall'incontro tra gli amministratori di Scarlino e i segretari Cgil, Cisl e Uil del settore chimico. «I sindacati hanno presentato il quadro generale del contesto aziendale organizzativo - dice Bizzarri - e quello relativo agli investimenti del nuovo progetto in corso di costruzione denominato Marte e alle nuove acquisizioni del gruppo a livello mondiale». Ma è proprio il progetto Marte, ideato per ridurre gli scarti, a preoccupare. «È in fase di completamento e permetterà oltre ad altri vantaggi sulla attività produttiva, una riduzione di circa il 15 % dei residui di lavorazione», continua il sindaco. Però, ad oggi, «le varie opzioni di riduzione o possibilità di riutilizzo degli stessi e delle sperimentazioni, pur apprezzabili, non riducono i volumi in maniera tale da consentire la chiusura del ciclo e il non utilizzo della messa a discarica dei gessi». Uno scenario inquietante, appunto. «La fermata della Tioxide comporterebbe un effetto domino sulle altre attività produttive coinvolgendo centinaia di addetti che lavorano, direttamente o indirettamente, nella piana di Scarlino». Ecco perché «è necessario aprire un confronto tra tutti i soggetti per pianificare soluzioni durature nel tempo, che abbiano come obiettivo la reale diminuzione dei gessi, la sostenibilità ambientale e il mantenimento dei livelli occupazionali attuali: visto la grave crisi che attanaglia il nostro paese, non possiamo certo permetterci ulteriori perdite di posti di lavoro». (a.f.)

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