Il Tirreno

Grosseto

Lupo decapitato: ora è guerra aperta

di Francesca Ferri
Lupo decapitato: ora è guerra aperta

Macabro ritrovamento a Scansano con scritte contro Lav, Wwf ed Enpa. Altro canide ucciso a Campagnatico

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CAMPAGNATICO. Un lupo decapitato e appeso a un palo davanti al campo sportivo di Scansano. A fianco, un cartello che è una dichiarazione di guerra a tre associazioni animaliste. Un altro ucciso al laccio quattro giorni fa a Sant’Antonio, nel comune di Campagnatico, e abbandonato su un’aiuola all’incrocio con la strada principale. Doppio orrore in provincia di Grosseto dove, dopo l’aumento esponenziale di aggressioni alle pecore da parte di predatori, sale a dieci il numero di canidi (lupi o ibridi) uccisi dall’uomo da novembre a oggi ed esposti a mo’ di macabro monito contro chi chiede di risolvere il problema degli assalti alle greggi in modo incruento per i predatori.

Dichiarazione di guerra. Stavolta, per la prima volta, oltre al raccapricciante rituale del predatore esposto in luogo pubblico, la “guerra” viene dichiarata anche in modo esplicito. È il caso di Scansano dove ieri mattina al rondò all’inizio del campo sportivo, davanti alla Cantina del Morellino, ignoti hanno appeso la testa di un canide – il corpo non è stato rinvenuto – tranciata di netto. Accanto, un cartello del tipo usato nei cantieri, con i campi riempiti a mano che annunciano l’inizio di un progetto di «eliminazione dei predatori» per il «ripristino ecosistema».

Gli ignoti autori del macabro gesto puntano il dito contro tre associazioni animaliste Lav, Wwf, Enpa che definiscono «impresa di distruzione». Nel gioco di parole, responsabile del cantiere viene nominato «Cappuccetto Rosso» e responsabili della sicurezza i «cittadini esausti», mentre l’autorizzazione al “cantiere per l’eliminazione dei predatori” verrebbe dagli «animali indifesi». La testa è stata velocemente rimossa dalla polizia provinciale e portata all’Istituto zooprofilattico di Grosseto. Fra una settimana saranno pronti gli esami del dna che diranno se è un lupo puro o un ibrido (idem per l’esemplare trovato a Campagnatico) e sarà più chiara la causa della morte (improbabile che sia morto per decapitazione) e lo strumento usato per tagliargli la testa. I carabinieri hanno aperto un’indagine contro ignoti; vi partecipano anche Municipale, Forestale e Provinciale.

Le reazioni. Il sindaco di Scansano, Sabrina Cavezzini, la giunta e l’amministrazione comunale nel pomeriggio hanno inviato una nota in cui condannano questo «comportamento feroce e illegale» e invitano «tutte le persone coinvolte e interessate dalle aggressioni a partecipare alla discussione che sta investendo vari livelli istituzionali, da ultimo la stessa Regione che a breve formalizzerà le linee di intervento dirette ad affrontare il problema dei predatori in Toscana. Pur confermando il sostegno alla problematica degli allevatori, ribadiamo che atteggiamenti di questo tipo risultano controproducenti in assoluto e nocivi dell’immagine del nostro territorio oltre che espressione di una barbarie che non ci dovrebbe più appartenere».

La Lav chiede che il prefetto convochi subito il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. «Gli onorevoli Sani e Faenzi (che hanno chiesto una deroga alla normativa Ue per poteri abbattere i lupi, ndr) hanno seminato vento e ora raccolgono tempesta, insieme alle associazioni degli allevatori con le loro campagne estremiste. È una vergogna per tutta la Maremma», dice Giacomo Bottinelli, responsabile Lav Grosseto. Di «brigantaggio» e di «metodi da Tiburzi» parla Marlena Giacolini, presidente provinciale Enpa: «A me piace confrontarmi con la legalità: non mi confronto con questi banditi. Mi appello alle istituzioni, dal prefetto in poi, perché mettano fine a questo scempio».

L’associazione Duna, che ha lanciato una petizione on line contro l’uccisione di lupi, parla di «atto sadico e spregevole nei confronti dell’animale, di chi cerca di salvaguardarne la sopravvivenza e delle istituzioni che osservando la legge cercano di gestire l’interesse comune». Sabato l’associazione consegnerà al presidente della Regione le 21mila firme della petizione (si trova su www.change.org/it/petizioni) e sta preparando una denuncia alla procura. Nella tarda serata è arrivata anche la ferma condanna del gesto da parte del consiglio provinciale

Altro canide ucciso al laccio. Intanto il 10 febbraio (ma la notizia è trapelata solo ieri) un altro canide è stato trovato morto su un’aiuola lungo la strada principale di Campagnatico. In un primo tempo fonti anche istituzionali hanno parlato di un investimento da parte di un’auto ma dall’Istituto zooprofilattico confermano che l’animale è morto perché preso al laccio. Anche lui vittima della guerra in atto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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