Toscana
La principessa Lucia e il principe Antonio: la favola bella che si fa beffa del tempo
«C’era una volta, in mezzo a un bosco ostile, sotto un cielo minacciosamente oscuro, un castello diroccato dove viveva, sola e abbandonata, una non più giovane principessa, che da tempo aveva smesso...
«C’era una volta, in mezzo a un bosco ostile, sotto un cielo minacciosamente oscuro, un castello diroccato dove viveva, sola e abbandonata, una non più giovane principessa, che da tempo aveva smesso di attendere il principe azzurro che avrebbe dovuto portarla via da quel posto tanto triste. Ma in un pomeriggio piovoso e apparentemente uguale a tutti gli altri, rumori sospetti la incuriosirono tanto da portarla ad aprire il portone arrugginito così che si trovò davanti un attempato cavaliere, avvolto in un mantello dal colore grigiastro, malmesso, claudicante e con stivali sporchi e consumati che, stingendo gli occhi per focalizzarla meglio, le sorrideva timido. “E te saresti il mio principe azzurro?”, brontolò lei, gonfiando il maestoso petto e poggiando le mani su quello che una volta era stato un vitino di vespa. “E cosa ti aspettavi?”, replicò, risentito, il canuto cavaliere. “Uno più puntuale”, rispose lei, sfoderando un sorriso che ridonò luce a quel viso ormai segnato dal tempo e dalla malinconia. “Ti porterei via con me”, confessò lui, “ma ho trovato gente di malaffare, e streghe cattive che mi hanno portato via non solo il tempo, ma anche il mio bel cavallo bianco che conosceva la strada del ritorno, e poi un drago invincibile mi ha spezzato la spada magica e ora sono disarmato”. “Qualsiasi strada prenderemo”, rispose la matura principessa, “se percorsa insieme, sarà quella giusta, ormai”. Si avviarono sotto quel cielo plumbeo, tenendosi stretti alle loro rugose mani, verso sud, alla ricerca di un posto caldo per scaldare le ossa non più giovani e quei cuori ancora troppo bambini per smettere di battere. In lontananza, un timido raggio di sole si faceva largo tra le nuvole. C’era una volta, e ci sarà per sempre, la favola di Antonio e Lucia, e di tutti coloro che non avranno paura nel credere che l’amore non ha età.
Lucia ‘60
Post scriptum. Capisco di essere stata troppo prolissa, ma in questi giorni l’amore viene spesso identificato con l’amore dei giovani, pensando che gli ultra cinquantenni non abbiano più il diritto di vivere sentimenti. Ricordatevi anche di noi, fortunati, che abbiamo avuto l’opportunità di riscoprire, quando mai ce lo aspettavamo, l’amore.
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