La manifestazione
«La città non è più sicura ora servono interventi»
Lettera aperta dei 5 Stelle a sindaco, questore e prefetto: «Va restituita serenità alla gente. Più ordinanze e una centrale operativa unica»
GROSSETO. Un appello a sindaco, prefetto e questore: così il Movimento 5 stelle prova a mettere un freno all’incremento della criminalità e del disagio nel capoluogo. In una corposa nota firmata dal portavoce Giacomo Gori, vengono messi a nudo i problemi di una città in cui l’incertezza pare un sentimento sempre più diffuso. Per il M5S la questione è chiara: il crimine genera paura, il degrado sociale genera disagio. «La prevenzione, quindi, nell’ambito della sicurezza pubblica e della sicurezza urbana, diventa essenziale per assicurare una normale vivibilità sociale». Eppure, come ricorda Marcello Carnevali (ufficiale dell’arma dei carabinieri e comandante grossetano negli anni Novanta) «Molto spesso i sindaci non sono consapevoli del potere che hanno. La gente è allarmata dal proliferare dei furti e compito primario del capo della giunta è la prevenzione». Il movimento richiama il decreto ministeriale del 5 agosto 2008. Lì – evidenziano i Cinquestelle - è scritto nero su bianco che la sicurezza urbana è «Un bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa, nell’ambito delle comunità locali, del rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale». Anzitutto occorre quindi dare spazio a un’«Integrazione delle attività delle varie forze di polizia che operano sul territorio». Per il M5S è sotto gli occhi di tutti «Il progressivo degrado sociale che richiede oggi nuove politiche d’intervento. È indubbio che in città la libertà di movimento sia sempre più condizionata da un senso crescente di paura e d’insicurezza che induce, spesso, le persone più deboli e indifese a non uscire di casa, determinando, così, un vero e proprio degrado delle condizioni di vita del singolo cittadino». E le ordinanze del sindaco? «Siamo andati a vedere quanti atti di questo tipo il sindaco ha emanato nel tempo. Ma eccetto qualche iniziativa di misero valore non c’era alcun fatto a vantaggio della sicurezza urbana. Negli ultimi mesi qualcosa si è smosso, ma c’è da fare molto di più». Insomma, i primi cittadini devono utilizzare tutti gli strumenti esistenti, «In primis le polizie locali: la loro integrazione operativa costituisce un cardine che potrebbe consentire d’invertire la deriva sociale alimentata, in particolar modo oggi, da una crisi economica di cui non si vede la fine».
Il M5S si rivolge anche al prefetto, «Chiamato dalla legge a sovraintendere all'attuazione delle direttive emanate in materia». I Cinquestelle sono convinti della necessità di «Un vigoroso impulso che superi i noti e naturali corporativismi che esistono tra le varie e distinte polizie, (desueti rispetto ai tempi che stiamo vivendo), a favore di una visibile pratica ragionata e ferma attività di prevenzione sociale nel delicato campo della sicurezza pubblica». Insomma: «A causa della mancanza di un'unica centrale operativa interforze, il cittadino che interpella una qualsiasi forza di polizia, rimane spesso disorientato dall'invito dell'operatore a rivolgersi, anche in casi di emergenza, all'altra forza dell’ordine competente per zona». È dunque indispensabile «Unificare le forze mediante l'istituzione di una sala operativa comune». Una percorso che agevolerebbe pure il questore «Nella sua qualità di responsabile tecnico operativo di tutte le forze dell’ordine operanti in provincia».
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