Il Tirreno

Grosseto

«Vedevo solo la sua mano nel buio»

di Francesca Gori
«Vedevo solo la sua mano nel buio»

Il drammatico racconto del vicino di casa che per primo si è affacciato nella camera distrutta dallo smottamento

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SANTA FIORA. «Me la vedi la mano? Quale sto muovendo?». A sentire per primo la voce di Maicol è stato il suo vicino di casa, Francesco Stazi. Il primo, ad essersi affacciato in quella camera dove la nebbia era diventata fitta e dove non si vedeva nulla. Né Maicol Biccellari, 25 anni, né il letto sul quale stava dormendo quando la frana lo ha travolto. E sepolto vivo.

È un racconto da pellicola cinematografica, quello dell’uomo. Lui vive a pochi metri di distanza e Maicol lo conosceva bene. Ci si conosce tutti, in un posto come Bagnore, una manciata di case che si affacciano sulla provinciale che corre verso Santa Fiora.

Francesco Stazi stava dormendo. Erano le tre di notte e in quel paese non c’è vita a quell’ora. «È stata la badante di mia nonna a svegliarmi - racconta - ha sentito un boato e ha pensato al terremoto».

Il cuore ha cominciato a battergli all’impazzata ed è corso fuori. Ha annusato l’aria e ha sentito odore di polvere, di fango, di terra. Ha visto la nebbia e quella casa al buio ferita da quella frana venuta giù all’improvviso. Non ha avuto paura, ha deciso di intervenire dopo aver incrociato gli occhi spaventati di Gloria Eremiti, la fidanzata del giovane che aveva deciso da quattro giorni di dividere quell’appartamento con Maicol. «Quando mi sono affacciato alla porta della camera non si vedeva assolutamente niente - dice - riuscivo soltanto a scorgere una mano, la sinistra. Maicol riusciva a muoverla, mi chiedeva quale fosse. Continuava a dirmi che lo stavo prendendo in giro. Con tutti quei detriti addosso non riusciva nemmeno più a sentire il suo corpo». Pochi minuti dopo, mentre Francesco continuava a tenere compagnia al ragazzo, a farlo parlare per allontanare da lui la paura, sono arrivati i vigili del fuoco. Ed è cominciato un lavoro certosino, fatto di colpi di mazzuolo, di fari puntati su quel corpo che non si riusciva nemmeno a vedere. Fino alle sei del mattino, fino a quando la luce non ha cominciato a prendere il posto della notte, Francesco è rimasto lì. «Il muro della camera si era spostato di alcuni metri - dice ancora - si vedeva soltanto uno spiraglio. Sentivo la sua voce ma non riuscivo a vederlo». Era come se fosse cascato il mondo, in quella camera da letto. E dentro, era rimasto un ragazzo di 25 anni che non è riuscito a mettersi in salvo come hanno invece fatto la sua fidanzata Gloria, sua sorella Sara e il suo compagno, Luca Rossi.

«Quella casa è stata finita un paio di anni fa - dice Francesco - ed è stato costruito un muro di contenimento proprio per evitare questo tipo di cose». Quel muro però non ha retto e sarà l’inchiesta della Procura, che ha incaricato i carabinieri delle indagini, a cercare di stabilire perché quel ragazzo ha rischiato la vita in quella camera da letto.

Maicol si era trasferito con la fidanzata Gloria in quell’appartamento da appena quattro giorni. Avevano coronato il loro sogno d’amore e venerdì sera erano andati a dormire felici. La giovane fidanzata ha sentito un boato e ha pensato al terremoto. È schizzata fuori dal letto, è corsa in cucina e ha cominciato a gridare. Maicol stava per mettere i piedi giù dal letto. Non ha fatto in tempo, è stato travolto da quelle macerie che per più di due ore gli hanno fatto provare l’orrore di essere sepolto vivo.

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