Il Tirreno

Grosseto

«Stai tranquillo, ti tiriamo fuori da lì»

«Stai tranquillo, ti tiriamo fuori da lì»

Alla guida dei vigili del fuoco, che hanno recuperato il giovane, c’era un neo caposquadra

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA FIORA. «Stai tranquillo, non ti lasciamo solo finché non ti abbiamo tirato fuori da qui». È stata come una luce, per Maicol, la voce del caposquadra dei vigili del fuoco di Arcidosso che per primo, è arrivato alla villetta di via Fratelli Cervi. Erano stati gli altri ragazzi che vivono in quella casa a chiamare i vigili del fuoco, che in pochi minuti sono arrivati a Bagnore con due squadre, una da Arcidosso e l’altra da Piancastagnaio. Era impossibile vederlo, Maicol, sotto tutta quella rena e sotto tutti quei detriti che lo ricoprivano. La sua fortuna, probabilmente, è stata quella di essere stato protetto da una trave di cemento che gli ha fatto da culla. I vigili del fuoco si sono trovati davanti una situazione che hanno saputo fronteggiare grazie all’esperienza e alle tecniche imparate. Quella scena era identica a quella che altri vigili del fuoco, in altri contesti, si sono trovati di fronte durante i terremoti. In Maremma, non è mai successo nulla di simile.

Appena arrivati a Bagnore, i vigili del fuoco, 18 persone in tutto, grazie all’arrivo di una squadra anche da Grosseto, sono entrati nella casa dopo essersi fatti dire dov’era la camera del ragazzo. Sentivano la sua voce, per tutto il tempo lo hanno tranquillizzato. «Non ce ne andiamo da qui finché non ti abbiamo tirato fuori», ripeteva il caposquadra di Arcidosso.

Lui, quel posto di comando lo ha assunto solo da pochi mesi. Ma per salvare la vita a quel ragazzo vent’anni più giovane, ha tirato fuori tutto il coraggio che aveva. Insieme ai suoi uomini che hanno cominciato a “smazzare”, a tirare via detriti su detriti fino a poter entrare nella camera da letto dove Maicol non si riusciva nemmeno a vedere.

Venticinque metri buoni di fronte, un muro di contenimento che è finito sulla casa provocando un disastro che sarebbe potuto trasformarsi in una vera e propria tragedia.

Per due ore hanno scavato, utilizzando le mani per liberare quel ragazzo che si è affidato loro, e che ha fatto bene a dare fiducia a quegli uomini. Quando sono usciti dalla casa con il venticinquenne, non sentivano più nemmeno la fatica.

C’erano gli occhi riconoscenti di Maicol e dei suoi familiari a ripagarli del cuore che avevano messo in quell’intervento. (f.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze