Sicurezza
L’idrovora della discordia «Qui ci prendono in giro»
Dopo le ore di angoscia di lunedì scorso sale la rabbia dei residenti del Guinzone «Le risposte del Consorzio sono inaccettabili, dicono tutto e il contrario di tutto»
ORBETELLO. «Ci sentiamo presi in giro dalle affermazioni del Consorzio di bonifica, non è questo quel che hanno sempre detto nei vari incontri dopo l’alluvione».
Così dal Guinzone parla Daniele Leandri: «Il Consorzio _ spiega _ ha sempre detto che l’idrovora era fondamentale per la nostra zona, un grande acquisto. Ora dicono che serve ma non è risolutiva, che l’hanno montata solo per fare una sorta di prova. È inaccettabile sentirsi dire che la “barba si fa quando è lunga”, non è possibile rischiare: se solo avesse piovuto più forte e di più, credo proprio che ci saremmo allagati».
Canali e fossi del Guinzone lunedì erano già colmi dal mattino, poco dopo l’inizio delle piogge: «Hanno impiegato ore per montare la pompa _ incalza Leandri _ l’allerta è stata diramata dal Comune di Orbetello nel pomeriggio della domenica, ma già dalle 13 si era a conoscenza di un’allerta elevata: non potevano _ tuona Leandri _ organizzarsi la domenica e intanto portare l’idrovora?».
Leandri pone un ulteriore quesito: «Perché aspettare poi che un escavatore semplificasse il percorso per arrivare al punto dove metterla proprio durante le ore più critiche, se questo era stato già evidenziato la volta precedente? Perché non farlo nei giorni prima, così da non dover poi lavorare sotto la pioggia?». E ancora: «Io stesso, insieme ad alcuni del Consorzio e altri, fui portato a vedere le due idrovore di nuovo acquisto: una è quella che viene messa al Guinzone e l'altra dov’è?».
Il residente ricorda che nell’incontro col consorzio furono date precise rassicurazioni: «Dissero di essere intervenuti alla ferrovia, ora si viene a sapere che la ventola forse non funziona, che forse l’unica soluzione sarebbe una pompa fissa, che nemmeno i fori sotto la ferrovia servirebbero... Ma noi abbiamo il diritto di sapere le cose una volta per tutte, non possiamo sentirci dire una cosa e poi l’esatto contrario. Per chi come noi ha avuto tre metri d’acqua nel 2012, anche 50 centimetri sono importanti».
Va a ruota libera Leandri, spinto proprio dal drammatico ricordo di quel 12 novembre. «Ho letto che la pompa non può restare lì perché hanno paura di atti vandalici: non potrebbero fare in modo di tenerla in un locale messo a disposizione dalle ferrovie, almeno d’inverno? E comunque per la cronaca stamattina (ieri, ndc) è ancora lì nel piazzale della ferrovia. Dicono di fare certe scelte per risparmiare i nostri soldi, ma credo che così ne spendano di più in viaggi del camion che porta il trattore, e via di seguito». Potrebbe proseguire per ore, Leandri, nei suoi quesiti al Consorzio: «Davvero le pompe a Torre Saline sarebbero la nostra salvezza? E a Campo Regio l’idrovora non doveva essere mobile?»...
Domande legittime, domande di molti degli abitanti della zona che lunedì mattina hanno vissuto ore di angoscia.
Ivana Agostini
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