Il dolore
«Dieci anni al servizio della mia gente»
Pierandrea Vanni si prepara a passare il testimone di sindaco di Sorano tra soddisfazione ma pure amarezza per l’inchiesta
SORANO. Da oltre un trentennio sulla scena politica locale, dopo due legislature da sindaco di Sorano Pierandrea Vanni si appresta al passaggio di consegne in vista delle elezioni di maggio per il rinnovo dell’amministrazione comunale. E lo fa non senza una punta di amarezza. Ma a un terzo mandato, qualora la legge lo consentisse, non ci pensa proprio.
Sindaco, un bilancio del suo mandato.
«Dieci anni di sindaco sono lunghi, impegnativi e sotto certi aspetti logoranti. La mia esperienza, poi, è profondamente segnata da una vicenda sconvolgente e amarissima che è ancora in corso, in parte attenuata dalla tanta solidarietà che ho ricevuto, in particolare dalla gente comune. Non potrò mai dimenticare la straordinaria vicinanza del vicesindaco e la solidarietà di giunta e consiglio comunale, in questo caso senza distinzione di ruoli. La giunta, in particolare, è rimasta compatta come non mai. Abbiamo resistito ad una vera e propria tempesta, grazie anche all’impegno dei dipendenti comunali. Ma l’amarezza resta enorme».
Se potesse ricandidarsi, dunque, lo farebbe?
«Tutto questo mi porta a dire che, anche se il parlamento approvasse l’emendamento per eliminare il tetto dei due mandati per i sindaci dei comuni sotto i 5mila abitanti, non mi ripresenterei».
Ci parli degli ultimi anni.
«Gli ultimi tre, quattro anni sono stati tremendi. Tagli pesantissimi dei trasferimenti statali, l’inasprimento di tasse e tributi in diversi casi per conto dello Stato. I sindaci sono diventati gabellieri per conto terzi. E poi quel balletto incredibile di sigle: Tarsu, Tares, Tarsi, Tasi e via dicendo, che ha fatto impazzire i cittadini ma anche i sindaci e le strutture amministrative. Se c’è una cosa che rivendico, però, è che nonostante i tagli non abbiamo ridotto i servizi per i cittadini, anzi in qualche settore, nel sociale, li abbiamo aumentati».
Come sta il bilancio comunale?
«Lascerò un bilancio che pur con limiti e difficoltà sta in piedi e con un livello di indebitamento assai basso. Sembra che qualcuno vada in giro a dire il contrario. Al momento opportuno fornirò tutti i dati. Chi predica il “nuovismo” dovrebbe pensare anche a documentarsi. Poi ci sono state manchevolezze e carenze da parte mia e impossibilità di dare alcune risposte che sarebbero state necessarie. Ma è stata un’impossibilità reale, motivata».
Largo, dunque, a una nuova generazione di politici?
«Per la futura amministrazione c’è bisogno di energie nuove accompagnate da competenza ed esperienza. Il sindaco non è solo alla guida di un’amministrazione comunale, ma è chiamato a partecipare a un gran numero di momenti decisionali, dalle conferenze zonali e provinciali della sanità, all’assemblea dei sindaci dell’Ato rifiuti Toscana Sud, passando per il trasporto pubblico locale, la scuola, l’acqua e per altro ancora. Senza dimenticare la giunta dell’Unione dei Comuni e, a rotazione, la presidenza dell’Unione. Tutti incarichi, per inciso, gratuiti. Capisco la critica e la rabbia nei confronti della cosiddetta casta ma se vogliamo chiamare le cose col loro vero nome, ne fanno parte i parlamentari e i consiglieri regionali, non certo i sindaci e men che mai quelli dei piccoli comuni».
Sembra un addio.
«In anni molto lontani mi sono presentato per la prima volta come indipendente nella lista Dc per il consiglio comunale di Sorano. Non è stata una scelta politica; non ho mai avuto tessere di partito in tasca. È stata motivata dal desiderio di dare una mano al paese dove sono nato, da sempre alle prese con problemi molto gravi che si sono acuiti con la crisi economica, il costante spopolamento, la progressiva riduzione dei servizi pubblici come sanità, Poste, istruzione. Lo Stato sta arretrando dalle zone a bassa utenza. Non faccio e non farò bilanci della mia lunga stagione amministrativa; non sta a me. So solo che ci ho messo passione, disponibilità e spirito di servizio nei confronti di tutti i cittadini. E l’ho fatto nella maniera più disinteressata, anteponendo spesso il mio lavoro e la mia famiglia all’impegno per Sorano».
Nessuna autocritica?
«Certamente ho commesso molti errori, dei quali mi assumo tutta la responsabilità. Ma non ho mai, ripeto mai, tradito la fiducia dei cittadini. Se il bagaglio che ho messo assieme può essere ritenuto ancora utile darò ancora una mano, anche se in seconda o meglio in terza o quarta fila. In ogni caso ringrazierò sempre per avermi dato la possibilità di fare per dieci anni il sindaco di Sorano. Una grande fatica ma anche una grande soddisfazione».
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