Bonifazi: «Anche noi vittime rischiamo di perdere 3 milioni»
GROSSETO. È scontro sul Peep de’Barberi. L’area in cui è coinvolto il Consorzio Etruria è un cantiere immobile. Due giorni fa è arrivato l’annuncio della costituzione di un comitato formato da chi lì...
GROSSETO. È scontro sul Peep de’Barberi. L’area in cui è coinvolto il Consorzio Etruria è un cantiere immobile. Due giorni fa è arrivato l’annuncio della costituzione di un comitato formato da chi lì doveva trovare una casa e ha sborsato quattrini che (forse) non rivedrà più. Sono fioccate anche le accuse di Fabrizio Rossi (FdI) che ha annunciato un’interrogazione in consiglio. Ora a parlare è il sindaco Bonifazi. Tre i punti chiave: il Comune è solidale con il comitato degli acquirenti che rischiano di perdere i risparmi investiti; in tutto questo tempo l’amministrazione non è rimasta con le mani in mano e non ha avallato il concordato preventivo. Ci sono «Difficoltà amministrative derivanti dall'articolata fase di presentazione delle richieste di proroga di titoli edilizi e con la complicazione data dalla questione delle polizze fideiussorie». Il Comune è consapevole del problema e «vittima allo stesso tempo: partito per far realizzare housing sociale si ritrova con il rischio di rimetterci quasi 3 milioni di euro in mancati introiti e con opere di urbanizzazione tutte da fare».
«Non abbiamo dato voto favorevole a quel concordato, come invece qualcuno cerca di far credere. A dimostrarlo la delibera 19 del gennaio 2012 e la 99 del marzo successivo. Il Comune è comunque fra i creditori non privilegiati e rischia, come tutti gli altri, di non vedere un euro nemmeno dei pochi che gli spetterebbero da quella procedura di concordato». Ma occhio, l’amministrazione non è rimasta con le mani in mano: «Fin dall'inizio della procedura di concordato abbiamo incontrato cittadini e liquidatori per trovare una soluzione capace di portare a compimento almeno i lavori iniziati, ma quelle opere non sono mai andate avanti». L’amministrazione sta cercando di dare «Un futuro a quei lotti dell'area sui quali non sono mai partiti i lavori iniziali. Non ci tiriamo indietro, sia per rispetto ai cittadini che hanno investito i loro soldi, sia per rispetto al fatto che in gioco ci sono anche soldi pubblici». (m.b.)
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