Il Tirreno

Grosseto

Giovani e lavoro Giunti si presenta alla sfida con Poli

di Alfredo Faetti
Giovani e lavoro Giunti si presenta alla sfida con Poli

Il decoro della città e un’area industriale di medie imprese «E se non vinco le primarie, mi faccio da parte come Renzi»

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MASSA MARITTIMA. Riparte dai giovani, Marcello Giuntini. In questi giorni sta mettendo insieme la propria squadra in vista della presentazione ufficiale della sua candidatura alle primarie Pd di Massa Marittima. «Voglio creare un gruppo di lavoro giovane – spiega - Ho visto nei ragazzi diverso entusiasmo, anche nelle sottoscrizioni». Un gruppo in cui troveranno spazio alcuni veterani di partito. «Non necessariamente con un passato amministrativo, l'importante è che siano i membri che da sempre stanno tra la gente, sulla strada». Il tempo di mettere insieme questo gruppo, poi l’ormai ex sindaco di Montieri, tornato al suo lavoro a Larderello, presenterà la sua candidatura in contrapposizione con Sandro Poli, un tempo collega di lavoro all’Agip. E sarà una candidatura in stile Matteo Renzi, dato che se non vincerà si farà da parte rinunciando a secondi incarichi. Anche se Giuntini non è un rottamatore della prima ora. «Ma adesso siamo tutti renziani, è il segretario» dice.

Perché questa candidatura?

«Ho iniziato a pensarci dopo l’estate, le persone mi chiedevano se lo avrei fatto e ho valutato a fondo. La decisione infine l’ho presa alla fine del 2013. Sono di Massa, qua ho sempre vissuto. E quando ho sentito l’affetto della gente ho deciso di candidarmi. A Montieri ho svolto l’incarico con passione e qualche risultato l’ho ottenuto, anche se spetta ai cittadini dirlo».

Che primarie saranno? «Vincerà chi i cittadini riterranno il migliore ed è importante avere un candidato forte. Scegliere il proprio candidato sindaco è importante, di più rispetto a elezioni regionali o nazionali. Per questo cercherò di portare più persone possibile a votare. E se non vincerò resterò comunque a disposizione del vincitore. Preferirei stare fuori da tutto ma sarà il vincitore a deciderlo».

Poli ha detto che rinuncerà allo stipendio da sindaco per devolverlo alle realtà più deboli.

«La rinuncia è generosità, ma quando viene annunciata diventa strumento elettorale e allora è calcolata. Mi hanno già telefonato delle persone per questo, tra cui uno di trent’anni. Lui ad esempio non potrebbe farlo il sindaco senza stipendio, dato che non ha altri entrate. Lo stesso vale per chi ha moglie e figli a carico e non può contare su una pensione».

Qual’è il suo programma?

«L’idea è quella di costruirlo in modo condiviso, così che ogni cittadino possa contribuire secondo le proprie sensibilità. Occorre uno sforzo collettivo e sarà un programma valido per entrambi».

Ma i temi di Massa quali sono secondo lei?

«Il lavoro, prima di tutto. La crisi morde. E il lavoro sta sotto diversi punti, come il turismo: serve un patto che crei un sistema pubblico-privato, che possa avere ricadute sull’agricoltura. Anche qui: serve un piano rurale con più risorse rispetto al passato e la prossima amministrazione deve essere brava ad intercettarle».

Altre idee?

«Il settore artigianale: dobbiamo portare lavoro a Massa per combattere lo spopolamento. Occorre una riconversione industriale così da creare un polo nella città di aziende medie, non piccole, che non sia in concorrenza con quello di Valpiana. Altrimenti sarebbe assurdo. Qui si lega il mantenimento dei servizi, aspetto che ho già curato a Montieri. E poi le bonifiche (da realizzare grazie agli accordi Syndial), l’energia (lavorando sulle aree dismesse) e tutto il territorio: dobbiamo creare un sistema con tutto il golfo di Follonica, compreso Piombino, così da farne un grande polo produttivo».

E sulla città?

«È importante il decoro urbano. Alla fine, è la prima impressione con cui Massa si presenta ai cittadini e ai turisti. Quindi piano manutenzioni e piccoli interventi. È importante tener bella la città».

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