La manifestazione
«Rispettate tutti le regole»
Breve ma zeppa di polemiche e intemperanze l'udienza di ieri, la 23ª del processo Schettino. Al punto che il presidente Giovanni Puliatti è dovuto intervenire più volte: prima per vietare alle parti...
Breve ma zeppa di polemiche e intemperanze l'udienza di ieri, la 23ª del processo Schettino. Al punto che il presidente Giovanni Puliatti è dovuto intervenire più volte: prima per vietare alle parti civili domande al comandante Massimo Calisto Garbarino sul passaggio ravvicinato al Giglio del 2011 (l'argomento non era nel capitolato delle domande per le quali la Procura aveva chiesto l'audizione); poi per far notare alla difesa di Schettino che aveva tollerato, con il medesimo teste, domande sul cosidetto "tambuccio"; ancora, per chiedere alla Procura quale attinenza vi fosse tra l'episodio del 2005 e quello del 2012 («non vedo il nesso»); poi per tutelare il testimone della capitaneria di porto di Palermo da eventuali violazioni del segreto istruttorio per l'inchiesta ancora in corso («è un processo parallelo»); di nuovo per ribadire che «è stato un errore di fondo ammettere questo teste», cioè sempre il sottufficiale della guardia costiera; infine per ammonire tutti al rispetto dei luoghi («questo teatro è pur sempre un'aula di giustizia»), ricordando ad avvocati e giornalisti che è vietato concedere interviste nel salone e sollecitando i legali a segnalare gli allontanamenti dall'aula. «Queste sono le regole». (p.s.)
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