Sicurezza
Progetto innovativo e (quasi) unico
«Ah, allora voi non siete dell’Eni?». La domanda del presidente della commissione Ambiente del Comune di Follonica ai due specialisti della società Ambiente crea un attimo di imbarazzo durante la...
«Ah, allora voi non siete dell’Eni?». La domanda del presidente della commissione Ambiente del Comune di Follonica ai due specialisti della società Ambiente crea un attimo di imbarazzo durante la riunione. Ambiente ha vinto oltre un anno fa il bando del Comune di Scarlino per progettare la bonifica e, no, non è l’omonima società di Eni, inglobata nella Syndial nel 2005. La domanda dà però lo spunto per conoscere meglio questa società e il suo progetto, il primo unitario di bonifica della falda a Scarlino e tra i primi in Italia. Lo spiegano gli stessi esperti arrivati da Carrara, una delle 4 sedi della società (con Roma, Milano e Firenze). «Spesso la difficoltà che si incontra in questi casi è trovare un accordo tra i vari soggetti coinvolti: enti pubblici, aziende e così via. In questo caso i soggetti in ballo non erano molti e si è potuta trovare una soluzione condivisa». Centoventi persone al lavoro, Ambiente ha all’attivo importanti commissioni. «Già operiamo nelle Colline Metallifere con un progetto da 3 milioni di euro. Abbiamo lavorato anche al Sin di Livorno, di La Spezia e abbiamo messo a punto progetti di bonifica di discariche calabresi». Il loro progetto per Scarlino durerà almeno 15 anni ma nulla trapela. «Possiamo solo precisare che verranno sostituite o tolte delle barriere non perché non funzionino ma perché in un progetto di area vasta danno maggiore resa se installate in modo diverso». Ma alla fine funzionerà? «In 15 anni la falda sarà completamente rigenerata». Al di là delle polemiche, questo è davvero l’augurio di tutti. (f.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google