Il dolore
Pedopornografia sul web: è allarme
File condivisi, inviati, scaricati da Internet. È un lavoro difficile quello degli investigatori che passano le giornate ad analizzare byte su byte a caccia di persone che scaricano e divulgano...
File condivisi, inviati, scaricati da Internet. È un lavoro difficile quello degli investigatori che passano le giornate ad analizzare byte su byte a caccia di persone che scaricano e divulgano materiale pedopornografico. Sono quattro le persone denunciate alla Procura per aver condiviso video nei quali erano stati filmati bambini sui quali venivano compiuti atti sessuali. Pensionati, professionisti, studenti, operai. La forbice della persone che smanetta sul pc a caccia di filmati proibiti è ampissima, assicurano alla polizia postale. Uomini, nella stragrande maggioranza dei casi, di ogni età che non si tirano indietro di fronte allo sfruttamento sessuale di un minorenne. Che sfidano la legge ma che spesso non riescono a farla franca. Sono operazioni ad ampio raggio quelle condotte dalla polizia postale della questura di Grosseto. Spesso di carattere nazionale. Perché scaricare filmati pedopornografici e poi condividerli, creando delle vere e proprie banche dati dell’orrore è un fenomeno che attraversa tutta la penisola e che spesso mette in contatto questo tipo di utenti, gli uni con gli altri. Frequentatori di un mondo virtuale contro il quale combatte la polizia postale. Nell’ultimo anno, solo nella nostra provincia, sono state quattro le denunce per questo tipo di reato. (altro servizio a pagina 7)
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