Gioco
La parola agli esperti «Il “nuovo” arsenico? Solo ipotesi del pc»
Ambiente spiega: «Su Follonica stessi valori del passato» Il sindaco: «Informeremo la Procura di questi dettagli»
SCARLINO. L’arsenico segnalato nella zona di Follonica sulle tavole 4b e 4c dello studio Ambiente è solo «virtuale», una «ricostruzione fatta dal computer sulla base di pochi dati già noti». La contaminazione nella falda della piana di Scarlino «non è mutata rispetto al passato». Parola degli specialisti dello studio Ambiente che, per conto del Comune di Scarlino, nell’ultimo anno hanno elaborato il progetto di bonifica unitaria, il primo mai realizzato in quest’area.
L’incontro con i tecnici. Dopo l’allarme lanciato dal coordinatore del Forum Ambientalista, Roberto Barocci, che sulla base di due tavole pubblicate nello studio e confrontate con lo studio precedente, il Biondi-Donati del 2011, ha evidenziato un ampliamento della contaminazione oltre i confini storici (i due canali Solmine e Allacciante) fino a Follonica, il sindaco di Scarlino, Maurizio Bizzarri, ha convocato ieri un incontro chiarificatore con due dei 6 specialisti del gruppo di lavoro di Ambiente: l’ingegner Nicola Cozzani e la geologa Marina Cattaneo. Presenti anche il dirigente dell’ufficio Ambiente di Scarlino, Roberto Micci, e, per il Comune di Follonica, il presidente della quarta commissione Ambiente, Anna Maria Gaggioli, e Silvia Pieraccioli, referente Ambiente.
Tavole e interpretazioni. Il nodo da sciogliere era capire su quali basi si può affermare, come fa Bizzarri e come ha sostenuto nei giorni scorsi l’assessore provinciale all’Ambiente Siveri, che l’inquinamento non si è esteso a Follonica, dal momento che due tavole dello studio, 4b e 4c, sembrano indicare il contrario. In esse, infatti, l’area che va dal canale Solmine al quartiere Cassarello è segnalata in giallo, rosso e fucsia che, secondo legenda, significano arsenico da 50 a 750 microgrammi per litro, ben oltre il limite di legge di 10.
Tutta “farina” del software. «È il software che restituisce questo dato», spiega l’ingegner Cozzani. «Se ho un certo valore in un punto e un altro in un altro punto, il programma interpola i due dati e mi dice cosa ci potrebbe essere in mezzo. Più dati ho, più attendibile è la ricostruzione». Nel caso delle due mappe in esame, il punto a destra è l’ultimo piezometro entro il canale Solmine, dove l’arsenico è a livelli altissimi; quello a sinistra è il pozzo Tulipano 15, all’estremità ovest della mappa, già a Follonica, dove l’arsenico è ad appena 0,087 microgrammi per litro. «Sono solo due dati perché il Tulipano 15 è l’unico punto di prelievo usato nella zona di Follonica – precisa Cozzani – dunque con soli due parametri c’è un alto livello di approssimazione e vengono fuori valori che in realtà non esistono».
«Al Tulipano niente arsenico». L’arsenico che, nelle tavole, si allunga verso Follonica viene fuori facendo la media tra i due valori di arsenico tra i due punti. «Ma, ripeto, è una proiezione del software: nessuna di queste visualizzazioni restituisce la realtà», dice Cozzani.
Dati vecchi. Perché non la restituisce? Primo perché, come già detto, la mappa è fatta a partiree da soli due dati in un territorio vasto, dunque la ricostruzione è approssimativa. Secondo perché non sono tutti dati “freschi”. «Non abbiamo usato dati nuovi – spiega Cozzani – perché ci hanno chiesto di fare così. Solo nell’area storicamente inquinata, quella che va bonificata, abbiamo usato dati aggiornati; per il resto, compreso Tulipano 15, abbiamo usato quelli del Biondi-Donati». Dunque i dati hanno almeno 4 anni. «I dati non cambiano – risponde il sindaco quando chiediamo perché non sono stati prelevati nuovi campioni – non sono mica come le uova che hanno la data di scadenza».
Mappe incrociate. A riprova che la situazione è immutata l’ingegnere mostra altre tavole, che pubblichiamo. In alto a destra, lo studio Biondi-Donati; in basso a destra, lo studio Ambiente, con la tavola a isoconcentrazione. Come si vede, la prima non segnala inquinamento a ovest, la seconda sì. «Ma se prendo i dati di Biondi-Donati e dico al computer di visualizzarli secondo la soluzione grafica che abbiamo scelto per il nostro studio – spiega Cozzani – viene una tavola (a sinistra in basso, ndr) identica alla nostra». Viceversa, se si prendono i dati usati da Ambiente e si visualizzano secondo la modalità scelta da Biondi-Donati, viene una cartina molto simile, proporzioni a parte, a quella originale del 2011 (a sinistra in alto).
L’andamento della falda. In più, spiega Cozzani, l’andamento della falda indica «esattamente il contrario di quel che dice Barocci perché l’acqua si allontana da Follonica per convergere nella zona storicamente inquinata. Quindi, il computer fa la sua ricostruzione mai noi, sulla base di queste informazioni in più, possiamo dire che la situazione è immutata».
Informativa alla Procura. «Faremo comunque un’informativa alla Procura dando dei chiarimenti – annuncia Bizzarri –. È tutto frutto di una cattiva interpretazione». «Se c’era l’intenzione di nascondere qualcosa – chiosa Micci – quando Barocci ha chiesto l’accesso agli atti il Comune poteva prendere tempo e non darglieli. E invece i dati sono tutti disponibili».
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