Toscana
Il Pd scivola sul futuro della Colonia Marina
I quattro candidati alle primarie propongono diverse alternative. Casini (Sel): «Decida la città»
FOLLONICA. Il Pd di Follonica scivola sulla Colonia Marina. Se la piattaforma di programma già sottoscritta è il collante di tutta la coalizione in vista delle primarie, la storica struttura è invece il punto di rottura tra i candidati. Qua le posizioni vanno in direzioni opposte. C’è Andrea Benini, che vorrebbe che restasse in mano al Comune, così come Giosuè Ariganello, che vorrebbe farne «un grande centro europeo del turismo delle disabilità». C’è Francesco De Luca, che invece vorrebbe affidarla a un privato; e c’è Gianluca Casini, candidato Sel, che ribadisce la necessità di seguire il percorso partecipato già avviato. Il vicesindaco Benini è stato chiaro nei giorni scorsi: «la Colonia torni ad essere quella che è sempre stata, la casa delle accoglienze». Il capogruppo De Luca adesso vuole essere altrettanto chiaro. «Proviamo a immaginare la cessione al privato della colonia (con vendita o concessione di 50 anni) e a valutarne i benefici – dice - Si avrebbe un investitore qualificato in grado di dare lavoro a circa 100 persone». De Luca è convinto di una cosa infatti: se c’era la possibilità di attingere e fondi europei, perché non lo si è fatto in tutti questi anni? «Evidentemente non si sono trovati» dice. Ed è per questo che parla di vendita «ma non di svendita», sottolinea, contando che «con il controvalore economico della vendita o concessione, si potrebbe reinvestirne il ricavato in un nuovo plesso del volontariato e delle associazioni». Ai due si affianca Ariganello, sicuro che «l’unica idea seria e innovativa è la mia». Ossia il centro europeo delle disabilità, «la ricetta giusta per prendere finanziamenti europei, per mantenere la struttura di proprietà pubblica dandola in concessione e gestita da privati e trovare nicchie di turismo nuove, ampliando l'offerta in un settore ancora poco sfruttato e poco capito che a livello europeo ha grandissime ricadute occupazionali e sociali». Casini (Sel) sostiene che sarà compito della prossima amministrazione «individuare un uso della struttura e collaborare con privati e cooperative per un uso vicino a ciò che i follonichesi hanno scelto attraverso il percorso partecipato». Insomma, diverse soluzioni, anche contrastanti, per un’unica coalizione. E gli avversari non perdono tempo a girare il dito nella piaga. «Sulla Colonia poche idee e ben confuse» dice Charlie Lyhn, che accusa i candidati di «scordarsi di aver condannato fino pochi giorni fa qualsiasi proposta capace di farla tornare a nuova vita».
Alfredo Faetti
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