Attenzione
«Quella recensione su Romolo è mia, ci chiariremo a cena»
Il “blogger” Robi Veltroni confessa il post su Tripadvisor E il ristoratore: «Lo aspetto, ma non cambio idea»
GROSSETO. «Sono io, Robi Veltroni, il recensore anonimo di Tripadvisor che sostiene che i menù di Romolo sono sessisti e che farebbe bene a cambiarli. L'ho recensito due volte nell'ultimo anno. Ci sono andato 6/7 volte con almeno 10 ospiti diversi spendendo oltre 700 euro (posso mostrare anche le ricevute). Visto che può permettersi di non avermi come cliente vorrà dire che andrò altrove. Prima però vorrei un ultimo invito a cena e spero proprio che Romolo mi accordi questo piacere...». Veltroni - che si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent'anni - “confessa” su Facebook e poi chiama anche il giornale per una replica ufficiale.
Romolo Domeniconi, invece, è il titolare della vineria “Da Romolo” (forse il locale più famoso del centro storico di Grosseto) e due giorni fa ha lanciato il sasso. Anzi, un macigno. Senza, ovviamente, nascondere la mano. Come nel suo stile.
Ora su quel cartello - “E' vietato l'ingresso agli utenti di Tripadvisor” (che campeggia sulla porta del ristorante) - piovono reazioni. E se la più autorevole arriva dalle pagine Facebook di un guru del settore, Robi Veltroni, cliente del locale e autore - a quanto pare - di una recensione non proprio lusinghiera nei termini (seppure a 4 palle) nei confronti della pittoresca trattoria di via del Vinzaglio, altri - la stragrande maggioranza dei lettori del giornale e dei commentatori sul web - stanno dalla parte di Romolo.
«Il sistema di valutare e giudicare di Tripadvisor - ripete il celebre oste - non mi ha mai convinto. Non trovo giusto che il “recensore qualunque” si possa permettere di scrivere cazz..., di dileggiare, di sfogare su di me le proprie repressioni, facendo una pubblicità negativa senza che possa farci nulla. Lo so che su 133 recensioni ho ottenuto una nettissima prevalenza di giudizi eccellenti e molto buoni ma il punto non è questo. Mi dà fastidio che i commenti non siano tracciabili, che a scrivere sul mio ristorante potrebbe essere anche un concorrente, o qualcuno da lui assoldato, con il fine di squalificarlo. Un sistema di questo tipo non può funzionare. E io zitto non ci sto». Romolo è fatto così.
«Oggi (ieri - ndr) ho letto il giornale e mi sono sentito tirato in ballo - prosegue Veltroni (Officina Turistica) - anzi ci sono proprio rimasto male. Premesso che Romolo non è un luogo qualsiasi, mi sono permesso di scrivere ciò che avevo visto e assaggiato. Cosa gli ho scritto? Basta andare a vedere. Di sicuro ho evidenziato il rapporto qualità-prezzo, la cortesia delle signore che servono a tavola e anche il menu e le tovagliette con quelle frasi ridicole, imbarazzanti se sei con una donna. Eppure Romolo lo conosco, è generoso. Ogni volta ci offre i suoi sigari migliori...».
Sul proprio diario Facebook Veltroni ha coinvolto altri protagonisti dei pranzi e delle cene da Romolo. Roberto Peschiera, consulente Food & Beverage, già ispettore Guida Rossa, amico di Veltroni, commenta così: «Tutto questo (riferito al cartello di Romolo - ndr) succede quando gli animi sono esacerbati da troppe pirlate scritte e lette e quando si colma la misura anche il giusto finisce nella centrifuga. Non vorrei mai che una mia recensione onesta, semmai dovessi scriverla, finisse nel pastone insieme a tante, troppe, farlocche». Altra stroncatura, quindi, per TripAdvisor.
L'ultima parola di nuovo a Romolo Domeniconi: «Non credevo di suscitare tutto questo interesse. Certo, che sono disposto a ospitare e ascoltare il signor Veltroni, ma credo che lo spirito goliardico del locale lo si colga immediatamente, ancor prima di entrare. Non ci si può scandalizzare per una foto appesa al muro o per una vignetta sulla tovaglia. Resto comunque della mia idea. Non voglio essere recensito in modo anonimo. Io ci metto la faccia. Ce la metta anche chi non è soddisfatto e avrà il mio rispetto».
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