Il Tirreno

Grosseto

«Presto undici posti letto in più»

La direzione dell’Asl risponde ai sindacati, Cgil e Cisl chiedono concertazione

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GROSSETO. Non è ancora chiuso il botta e risposta tra sindacati e direzione dell’Asl sulla questione dei posti letto negli ospedali. Dopo l’intervento dell’Anaao- Assomed arriva puntuale anche quello di Cgil e Cisl che sposta l’attenzione su un altro aspetto. «Manca, come già più volte abbiamo denunciato, un confronto reale sulle politiche sanitarie territoriali - dicono - perché si dà spazio a un giudizio totalmente negativo sul sistema sanitario pubblico (caos sanità, malasanità, ecc...), senza distinguere tra vertici aziendali e operatori sanitari che rimangono i più esposti alle critiche, dal momento che il cittadino che accede ai servizi dell’Asl non si relaziona certo con direttori e primari». Per Cgil e Cisl i problemi ci sono, al di là dei numeri dei posti letto e dei risultati dell’Asl 9 nelle valutazioni regionali, che possono essere in linea con medie e risultati regionali e nazionali. «Rimane il fatto - dicono - che tra i dipendenti è diffuso il malessere ed il senso di frustrazione per come sono organizzati i servizi, mentre gli utenti si trovano spesso insoddisfatti delle risposte che ricevono». Gli strumenti della sanità di iniziativa, secondo i sindacati, non sono ancora stati resi operativi ed è forse per questo che i picchi di influenza continuano ad intasare pronto soccorso e ospedale. «Si è detto che l'organizzazione per intensità di cura vede nell'infermiere la figura professionale chiave - dicono - ma nelle politiche di assunzione non si riscontriamo segnali conseguenti, pur nella ristrettezza dei numeri consentiti dai limiti alla spesa del personale. Ci sono poi i problemi legati alla classificazione degli ospedali rispetto al bacino degli utenti, che non tiene conto delle dimensioni e delle infrastrutture del territorio in cui questi utenti vivono, e mantiene incertezza sul futuro dell'integrazione dei servizi socio sanitari».

Alle critiche dei sindacati ha risposto la direzione dell’Asl. «Ad una lettura attenta delle parole del segretario dell’Anaao Alfonso Brescia – dice la direzione – è evidente la sua non piena conoscenza di quanto stia accadendo all'ospedale e più in generale nella sanità grossetana. Andiamo con ordine: i posti letto in ospedale sono stati ridotti solamente di 4 unità negli ultimi due anni; quando termineranno i lavori di ristrutturazione in corso al Misericordia aumenteranno di altri 11, rispetto a due anni fa. Ciò, peraltro, consentirà di riaggregare la casistica di Area medica in un numero minore di setting, migliorando la qualità della vita professionale degli operatori sanitari della stessa Area medica che, giustamente, hanno fatto presente alla direzione aziendale le loro difficoltà».

I problemi in questo momento ci sono. Lo dice la stessa Asl. «Ma sono legati a fatti contingenti, tra cui, oltre al prolungarsi di lavori di ristrutturazione, anche una particolare virulenza delle malattie stagionali che ha fatto aumentare il numero di accessi al pronto soccorso e il numero dei ricoveri al Misericordia. Tuttavia, gli obiettivi raggiunti dall'azienda in questi anni e dei quali, a differenza di quanto dice il segretario pro-tempore, questa direzione non si è mai vantata, sono il frutto del buon lavoro degli operatori sanitari. Infatti i buoni risultati complessivi dell'azienda, e non solo il basso tasso di ospedalizzazione, derivano da un lavoro di anni». Lavoro che ha visto, nel territorio, l'aumento dell'offerta di assistenza domiciliare, di cure intermedie nelle Rsa e negli ospedali di comunità, di miglioramento della presa in carico dei pazienti cronici da parte dei medici di medicina generale. «Intanto, all'ospedale, la riorganizzazione del pronto soccorso, con la nuova logistica e con l'apertura dei 12 posti letto di osservazione breve intensiva, ha sviluppato la capacità di selezionare i casi realmente bisognosi di ricovero e molti dei bisogni, che trovavano risposte inappropriate nel ricovero, sono più correttamente affrontati attraverso l'organizzazione di attività, sempre ospedaliere, ambulatoriali e di day service. Troviamo singolare doversi difendere dalle accuse del dottor Brescia di fare troppa appropriatezza. Usare bene le risorse ci ha consentito, in questi anni, di attivare anche nuovi protocolli e nuovi servizi; per ultimo vorrei ricordare quello dell'attività sullo stroke (ictus), su cui negli anni aveva lungamente meditato lo stesso dottor Brescia. Naturalmente, la situazione del Misericordia sarà tenuta sotto stretto controllo, almeno fin quando non sarà superato l'eccesso attuale di domanda per l’influenza e i lavori di ristrutturazione».

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