La manifestazione
Offese su Twitter a Matilde Giovani «Lo denuncerò»
Nascondendosi dietro a uno pseudonimo attacca in modo pesante l’avvocato membro della segreteria del Pd
GROSSETO. La offende in modo pesante su Twitter, nascondendosi come un codardo dietro a uno pseudonimo, dimostrando di non avere neppure troppa fantasia nello sceglierlo (#nehopienelepalle).
Nell’era dei social network, in cui tutti si sentono in dovere di commentare tutto, c’è anche chi si è preso la libertà di dare della “prostituta” a Matilde Giovani, avvocato di Monte Argentario e membro della segreteria provinciale del Partito Democatico. E il nostro “coraggioso” anonimo interviene in una conversazione di politica, in cui la Giovani lancia un messaggio positivo, legato all’incontro di venerdì alla Fondazione Il Sole con Francesco Nicodemo, responsabile nazionale della comunicazione del Pd: “È il @pdnetwork – scrive lei – che deve occuparsi di raccontare il #paesereale attraverso i suo militanti, raccontiamo noi le nostre idee”. Tanto basta per spingere #nehopienelepalle a scrivere “non sapevo che le prostitute erano maestrine”. Avrebbe dovuto usare “fossero” e non “erano”, ma va avanti “gli idioti che credono ha (con l’h, ndr) Renzi...” e ancora “tu sei donna, non vantartene che non vali nulla come donna”. Parole pesanti, che hanno portato a Matilde numerosi attestati di solidarietà, da uno schieramento e dall’altro.
Ma lei ci è rimasta davvero male e, con un collega fiorentino, sta preparando un esposto alla procura per diffamazione. Con la polizia postale cercherà di risalire all’identità di chi si nasconde dietro allo pseudonimo.
«All’inizio ho tentato di sdrammatizzare – ci racconta – scrivendo che sono orgogliosa di quello che sono, cioè una donna. Ma lui non si è fermato e è andato avanti con le sue offese. Sono una semplice militante del Pd, non certo una persona importante, ma non doveva permettersi di scrivere certe cose».
Purtroppo la rete a volte rischia di diventare una facile tribuna anche per chi si nasconde dietro a uno pseudonimo.
«Ma lo identificheremo. Ogni messaggio su Twitter, fra l’altro ho già segnalato il tweet alla società, lascia una traccia. Credo che la polizia postale sia in grado di risalire almeno al computer sul quale è stato scritto. E con un collega avvocato fiorentino stiamo preparando un esposto da inviare alla procura. Non posso proprio passarci sopra, ne va della mia dignità di donna. Addirittura mette in dubbio che io lo sia».
Certe cose rischiano di sfociare anche in reazioni più pesanti.
«Io capisco che la crisi stia mordendo, che ci sia sfiducia nella politica, che le risposte non stiano arrivando. Tutto comprensibile. Ma proprio non mi spiego perché questo anonimo se la deve prendere con me che, da giovane militante, lotto proprio per cambiare questo tipo di cose. Fra l’altro temo che questo genere di frasi possa trasformarsi in qualcosa di peggio. Passare alla violenza in certi casi è un attimo e non posso fare altro che tutelarmi. E pubblicamente ringrazio tutti coloro che mi hanno espresso la propria solidarietà. Sono amici veri, dal primo all’ultimo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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