Il Tirreno

Grosseto

Amato e “temuto” Dopo vent’anni don Zecca se ne va

di Fiora Bonelli
Amato e “temuto” Dopo vent’anni don Zecca se ne va

Il parroco di Castel del Piano si trasferisce a Siena Dal 1993 tante battaglie, sempre senza peli sulla lingua

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CASTEL DEL PIANO. Dopo il falso allarme di quattro anni or sono, questa volta, invece, è proprio vero. Don Giovanni Zecca, 68 anni, dal 2 ottobre 1993 parroco di Casteldel Piano (e ultimamente anche reggente di Arcidosso), lascia il paese amiatino per andare a guidare, dal primo marzo, la parrocchia di Maria Santissima Immacolata di Siena.

Don Zecca, parroco agguerrito, pungente, non comodo per la comunità, di quelli che non hanno certo peli sulla lingua, temutissimo per le sue pubbliche omelie non propriamente accomodanti, spiega così il perché lascia Castel delPiano: «Nel luglio del 2010, l’Arcivescovo mi aveva chiesto la “disponibilità obbediente” per assumere a Siena un nuovo incarico. Adesso è arrivato il momento propizio per un giusto e saggio avvicendamento pastorale».

Don Zecca rammenta anche che arrivò nel 1993, «in un momento non facile, perché l’arcivescovo aveva deciso di creare nel paese una sola parrocchia, da due che erano».

E a proposito del nuovo parroco che sta per arrivare dice: «Accogliete il nuovo parroco, don Gianni, non come lo vorreste, ma come lui sarà».

In questi vent’anni di missione sacerdotale, Don Giovanni è stato spesso in prima linea, con iniziative a volte “da mal di pancia” e altre, invece, che rappresentano un valore aggiunto per la comunità.

Non è piaciuta, ad esempio, la serie di modifiche della processione del Venerdì santo, resa più “moderna” rispetto agli stringenti cerimoniali antichi di secoli.

E non è piaciuta l’idea di tenere chiuse la maggior parte delle chiese paesane che sono state “serrate” a ore particolari. Una questione, quest’ultima, sulla quale alle fine la comunità ha dovuto dargli ragione, visti i continui furti ai danni delle cassette delle elemosine e degli arredi sacri: calici e ostensori, addirittura particole dell’eucarestia.

Unanimi i riconoscimenti per il suo ottimo lavoro sui beni culturali della parrocchia, con la risistemazione dei tre archivi (della Madonna delle Grazie, della Propositura, dell’Arcipretura) che sono stati assemblati in un solo locale nella stessa casa del parroco.

E poi il ritrovamento e il “salvataggio” di un preziosissimo corredo di vesti per religiosi, accumulati nelle chiese di Castel del Piano dal 1500 ad oggi, e raccolti e sistemati dalla passione del parroco. Pane per i denti di antiquari e collezionisti tanto è prezioso, catalogato con cura rigorosa: pianete, piviali, dalmatiche, utilizzati fin dal 1500 dai sacerdoti, dai proposti, dagli arcipreti castelpianesi.

Decine e decine, di pianete fiorite, o viola, rosse, verdi, nere, tutte ricamate a mano e sovente a fare il paio con il piviale, l’ampio mantello, aperto davanti e chiuso da un fermaglio con un drappo dietro le spalle, usato nelle funzioni solenni. Tutti abiti di tessuto pregiato, colorati e rifiniti d’oro e d’argento che con pazienza certosina sono stati sistemati dal Parroco al riparo dall’umidità e dalla luce.

Ma don Giovanni lascia anche l’eredità di iniziative sociali: come la Caritas e il centro d’ascolto.

Infine, il ricordo delle sue tante battaglie, fra le quali spicca quella della pulizia davanti alla “sua” chiesa, in piazza Madonna, spesso trovata sporca con i resti di bivacchi notturni.

Se ne va, don Giovanni, col rammarico di non essere riuscito a risistemare l’Arcipretura, che ha dovuto tenere chiusa per il tetto pericolante.

Nel salutare tutta la comunità, don Zecca sottolinea le sue radici di montagna e la sua appartenenza agli Alpini: «Con sincero affetto di figlio delle montagne valtellinesi e di Alpino, anche se spesso mal espresso nel mio ministero, vi saluto nel Signore».

Un arrivederci, quello di don Giovanni, che non sarà comunque “traumatico”. Da qui al saluto definitivo la comunità avrà infatti più occasioni per stringersi intorno al suo parroco “uscente”.

Si comincia questa mattina, alle 10,30, con una messa di ringraziamento per i vent’anni trascorsi a Castel del Piano; il 16 febbraio messa in suffragio dei defunti; il 23, alle 10,30, alla Pieve di Lamula atto di affidamento alla Madonna; e per ultima la messa solenne di domenica 23 febbraio alle ore 17, presieduta dall’Arcivescovo, con le autorità cittadine, per il saluto a don Zecca e l’insediamento del nuovo parroco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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