Proteste
Summit diplomatico sul caso campane
Esposto e rischio multa per i “rumori” di San Giuseppe: delegazioni di Curia e Comune si incontrano per trovare un accordo
GROSSETO. Arriva a scomodare addirittura il Concordato fra Stato e Chiesa, la vicenda delle campane di Grosseto a rischio multa. Da una parte il “potere secolare”, il Comune, costretto a intervenire a norma di legge dopo l’esposto di un residente che non sopporta più il suono “sacro”. E dall’altra un parroco che non vuol saperne di abbassare i volumi, appellandosi alla tradizione e al diritto dei fedeli.
Qualche giorno fa l’assessore all’ambiente Giancarlo Tei ha reso pubblico il problema, spiegando come per l’ente pubblico agire – a fronte di un esposto – è un dovere, anche suo malgrado. Ma il parroco di San Giuseppe (contrariamente ad altri, in città, che si sono adeguati) gli ha risposto picche. Avviando un braccio di ferro un po’ imbarazzante. Così sulla questione ha deciso di intervenire direttamente il vescovo Rodolfo Cetoloni, inviando una delegazione curiale che giovedì scorso ha avuto un confronto diretto con una delegazione dell’assessorato all’ambiente.
L’operazione diplomatica, scrive la stessa Curia in una nota, si è risolta in «un proficuo incontro», che ha permesso «un approfondimento sereno e costruttivo della vicenda legata al suono delle campane nella parrocchia di san Giuseppe, nel quartiere Barbanella».
Al termine del summit Comune e Curia diocesana «confermano e sottolineano il clima di piena e fattiva collaborazione tra le parti, nel rispetto dovuto alle esigenze e alle istanze di ogni persona, ma anche nella consapevolezza che il suono delle campane non può essere derubricato a “fastidioso rumore”, investendo invece una dimensione che fa parte della storia, della cultura e dell’identità stessa della nostra comunità civile, che va rapportato al contesto normativo».
Di fatto però la soluzione concreta è ancora sul tavolo delal trattativa. «Compito del Comune _ spiega Giancarlo Tei_ è di contemperare esigenze differenti tutelando tutti, compresa la presenza significativa della Chiesa all’interno del nostro contesto civico. Tra l’altro, in riferimento al san Giuseppe, stiamo parlando di una delle parrocchie storiche della città. ungi da noi, quindi, voler assecondare o prestare il fianco a condotte che muovano da una prevenzione ideologica nei riguardi di una istituzione, ma prima ancora di una fede, verso la quale guardano con rispetto e fiducia moltissime persone».
Tuttavia le regole sono regole. La polizia municipale, mossa dall’esposto, avrebbe verificato che il problema esiste, in particolare per la durata di ogni singolo scampanio, che scatta dalle 6 del mattino fino alle 22 a ogni ora e mezz’ora e durerebbe circa tre minuti e mezzo ogni volta. Dunque l’ipotesi multa è ancora in piedi. «Al Comune spetta solo garantire che in un consesso civile nessuno possa sentirsi leso dall’esercizio della libertà degli altri», ribadisce Tei. «Per questo i nostri uffici stanno effettuando le dovute verifiche rispetto a un eventuale procedimento sanzionatorio e nello stesso tempo, come assessore, sto valutando l’esigenza e la opportunità di avviare un ragionamento sereno anche sui contenuti del regolamento. Aggiungo infine – conclude l’assessore – che il suono delle campane è materia disciplinata dal Concordato fra lo Stato italiano e la Santa Sede e che da tale cornice giuridica non possiamo né vogliamo minimamente prescindere».
«Da parte della Chiesa di Grosseto – dichiara il vescovo Rodolfo – non c’è mai stata la pretesa di godere di particolari privilegi rispetto agli altri. Siamo i primi a chiedere verifiche di legge, affinché ogni nostra attività sia sempre ed ovunque rispettosa di ogni persona. Nello stesso tempo, però, crediamo che non si possa trascurare il valore che per una comunità civile nel suo insieme ha rivestito e riveste ancora il suono delle campane, che da secoli è, sì, il segnale di richiamo alle celebrazioni liturgiche e di fede, ma è anche il segnale che scandisce il trascorrere del tempo e che “comunica” fatti lieti o dolorosi del nostro vivere insieme da persone che desiderano ancora sentirsi parte viva di una comunità umana».
Insomma, nessuna polemica, ma un accordo andrà trovato. La trattativa continua.
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