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Grosseto

«Senza posti letto difficile curare bene» L’appello dei medici

«Senza posti letto difficile curare bene» L’appello dei medici

L’Anaao chiede alla direzione dell’Asl di rivedere il modello organizzativo dell’ospedale Misericordia

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GROSSETO. Impossibile conciliare la cura delle persone con il continuo taglio dei letti operati nelle Asl. A sostenerlo è l’Anaao - Assomed, l’organizzazione sindacale più rappresentativa della dirigenza medica e sanitaria sia a livello locale che nazionale. «I da dell’attività ospedaliera, che fanno dell’Asl 9 di Grosseto, la migliore delle aziende toscane sul piano gestionale - spiega il segretario Alfonso Brescia - documentano in realtà quanto sia difficoltoso per gli utenti maremmani usufruire della sanità pubblica e in particolare di un eventuale ricovero». Per il sindacato, l’attuale dotazione di posti letto per acuti in area medica al Misericordia produrrebbe la necessità di ricoverare solo i pazienti più gravi ma non tutti quelli che potrebbero averne bisogno. «Ogni 100 accessi al pronto soccorso mediamente vengono ricoverati 11-12 pazienti - aggiunge - c’è poi un ingiustificato e prolungato stazionamento al pronto soccorso in attesa del posto letto e una degenza sempre più breve con un continuo cambio di ambienti: attualmente l’occupazione dei posti letto è al 96%, quando non dovrebbe superare l’85%». Un altro problema sottolineato da Brescia è la necessità di ricorrere ad ambienti di ricovero diversi da quelli assegnati,vanificando in tal modo l’organizzazione per intensità assistenziale e la difficoltà per i medici di seguire i pazienti assegnati in 6-8 diversi setting assistenziali oltre alla difficoltà di una adeguata collaborazione con le altre professioni e tra gli stessi specialisti. «In altre parole l’attuale dotazione di 2,6 posti letto per ogni 1000 abitanti ed un tasso di ospedalizzazione di 124 ricoveri all’anno per 1000 abitanti è una realtà solo maremmana - aggiunge - che, se fa grande la direzione aziendale pro-tempore, penalizza oltremodo quanto a possibilità di accesso e sicurezza delle cure sia gli utenti che gli operatori. L’Anaoo chiede alla direzione aziendale,alla luce dei disservizi da più parti denunciati, di rivedere il proprio modello di organizazione ospedaliera per intensità di cura, rendendolo compatibile con i bisogni di salute di questo territorio».

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