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Dopo 30 anni Santa Fiora adotta il Regolamento urbanistico. Minoranza contro

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SANTA FIORA. Il consiglio comunale di Santa Fiora ha adottato, nell’ultimo consiglio, il nuovo regolamento urbanistico.

«Dopo 30 anni di assenza di uno strumento di pianificazione territoriale – commenta il vicesindaco Alberto Balocchi – c’era bisogno di uno strumento che darà la possibilità di edificare a chi ne avrà necessità, che riserva una nuova area alle attività produttive artigianali e che punta soprattutto al turismo e alle chanche ricettive».

È, questo, il primo dei tre regolamenti previsti (ogni regolamento ha, per legge, durata quinquennale) per realizzare ciò che suggerisce il piano strutturale santafiorese e di quel piano strutturale prevede il 40% di nuove abitazioni, circa 50- 60 alloggi spalmati sia nel capoluogo che nelle frazioni, soprattutto Bagnore. E sono stati previsti pure recuperi sull’esistente patrimonio architettonico del centro storico, di cui sono stati schedati più di 500 edifici, oltre i 100 classificati della zona rurale. Previsto, ancora, il completamento della lottizzazione di San Bastiano e del Marroneto (edilizia popolare).

«Un bello strumento - prosegue Balocchi - che dà possibilità all’edilizia, guarda allo sviluppo turistico e artigianale. Una sola area, quella di Meleto, fra Santa Fiora e Bagnore, è stata riservata agli insediamenti artigianali, con l’interessante opportunità di legarli allo sfruttamento del calore geotermico. Previsto anche un nuovo depuratore alla Fornacina che potrebbe servire Santa Fiora, borgate e frazioni. Ma si guarda con grande interesse, specialmente al turismo».

In primo piano la possibilità, se qualcuno vorrà coglierla, di uno sviluppo termale, con possibile incremento della struttura esistente, nella zona dell’acquaforte, un tempo rinomatissimo luogo di cura; e poi, il movimento che si legherà alla piscina riscaldata con il calore geotermico nella zona del Faggio Rosso, opera che si realizzerà insieme al comune di Arcidosso Per la frazione di Selva, poi, il convento della Santissima Trinità potrebbe diventare luogo di ricezione turistica, così come il piccolo edificio della Fonte delle Monache, potrebbe essere ampliato da qualche investitore. Una strategia di sviluppo che guarda anche allo sviluppo della sentieristica che si dipana in due direzioni: da un lato la sentieristica santafiorese si collega a quella dell’intera Unione dei comuni, ma dall’altra viene tracciata ex novo, seguendo soprattutto i segni delle antiche strade leopoldine».

Balocchi precisa che «il regolamento urbanistico è stato adottato col voto della maggioranza, mentre la minoranza ha abbandonato l’aula». All’unanimità, invece, nello stesso consiglio comunale è stato detto no all’idea di fusione dei comuni su cui un’iniziativa del consigliere regionale di Più Toscana, Gambetta Vianna, chiedeva ai Santa Fiora, Arcidosso, Castel del Piano, Seggiano, di esprimersi.

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