Sicurezza
Enel: «Al pozzo Bagnore 25 immissioni nella norma»
ARCIDOSSO. In riferimento all’articolo “Fumi inquinanti dal pozzo geotermico”, pubblicato ieri sul Tirreno e relativo a un’emissione di acido solfidrico che il 20 gennaio ha reso irrespirabile l’aria...
ARCIDOSSO. In riferimento all’articolo “Fumi inquinanti dal pozzo geotermico”, pubblicato ieri sul Tirreno e relativo a un’emissione di acido solfidrico che il 20 gennaio ha reso irrespirabile l’aria intorno al pozzo Bagnore 25, nel territorio amiatino, Enel chiede di fare alcune precisazioni. L’articolo, citando dati divulgati da Arpat, riportava che l’acido solfidrico che per 4 ore è fuoriuscito dal pozzo è stato di 54 microgrammi per metro cubo.
Enel precisa «che vi è una differenza tra emissioni e immissioni: è la quantità di sostanza immessa nell’atmosfera ed è espressa in termini di flusso di massa, ad esempio grammi all’ora; immissione, invece, è la concentrazione della sostanza che si verifica in una data posizione a seguito dell’emissione ed è espressa in termini di concentrazione, ad esempio microgrammi per metro cubo. Nell’articolo si afferma correttamente che il valore limite raccomandato dall’Oms per la concentrazione dell'idrogeno solforato nell’aria ambiente è di 150 microgrammi per metro cubo su base giornaliera, ma successivamente si deduce in modo erroneo che ciò equivalga a 150/24=6,25 microgrammi all’ora. In realtà, trattandosi di immissioni, non di emissioni, la concentrazione di 150 microgrammi per metro cubo è una media giornaliera, che può essere rispettata sia con una concentrazione costante di 150 microgrammi per metro cubo sia con punte superiori ai 150, purché in altre ore la concentrazione sia inferiore e la media risulti complessivamente inferiore a 150, cosa che in situazioni di ordinaria gestione avviene costantemente ad ogni ora. Non è quindi corretto dire che quel giorno, in occasione dell’apertura del pozzo Bagnore 25, le concentrazioni di H2S nell’aria ambiente avrebbero superato di oltre il doppio i valori raccomandati dall’Oms; le concentrazioni rilevate dalle centraline sono sempre state ben al di sotto del valore Oms non solo come media sulle 24 ore ma anche come valori puntuali orari». Infine, Enel ricorda che «le centraline sono state installate per controllare la qualità dell’aria e non per monitorare il funzionamento delle centrali, cosa che avviene già con un sistema certificato che peraltro costituisce un’eccellenza tecnologica a livello internazionale: gli impianti sono monitorati e telegestiti h24 e ogni minimo eventuale malfunzionamento è segnalato in tempo reale con conseguente immediato intervento».
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