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Dante e il Medioevo in un ciclo di incontri
ORBETELLO. Chi era Dante? Quali erano le caratteristiche del tempo in cui visse? Che rapporti aveva con il mondo del mistero? Domande cui vuole dare una risposta il ciclo di incontri denominato “Il...
ORBETELLO. Chi era Dante? Quali erano le caratteristiche del tempo in cui visse? Che rapporti aveva con il mondo del mistero?
Domande cui vuole dare una risposta il ciclo di incontri denominato “Il Medioevo di Dante”, a ingresso libero, organizzato da oggi dall’Associazione Archeosofica di Grosseto, che vedrà intervenire come unica relatrice, Miriam Parricchi, quale membro attivo dell’associazione stessa.
Tutti gli appuntamenti si terranno alle 17,30 nella sala delle Esposizioni (ex sala del Frontone) in piazza della Repubblica a Orbetello. Il primo incontro, dal titolo “Dante e il suo tempo”, è di carattere introduttivo e generale. Seguiranno, “Il Grande viaggio: il linguaggio simbolico della Divina Commedia” sabato 15 febbraio e, per concludere “Dante templare e rosacroce”, sabato 22 febbraio.
Miriam Parricchi, laureata in Scienze Politiche all’università La Sapienza di Roma nel 1985, dal 1988 inizia lo studio dell’Archeosofia, «dottrina - spiegano i promotori del ciclo di conferenze - che si prefigge di aiutare ogni uomo ed ogni donna, a dare una risposta a tutte quelle domande che, ognuno di noi, almeno una volta nella vita si è posto e che sono alla base della nostra esistenza». Parricchi ha all’attivo diverse iniziative, incontri e conferenze in varie città d’Italia, tra cui, oltre a Grosseto ed Orbetello, troviamo Trieste, Viterbo, Palermo ed Arezzo.
Lo scopo degli incontri è «investigare, con un taglio particolare, il mondo dantesco così straordinario e complesso, andando alla ricerca degli aspetti meno conosciuti, ma non per questo meno importanti per accostarsi in maniera più profonda e completa all’opera. "O voi che avete gli intelletti sani, /Mirate la dottrina che s'asconde/ sotto il velame delle versi strani": è lo stesso Dante che avverte i lettori di oggi che nella sua opera vi è una dottrina nascosta, di cui il senso esteriore è appunto un velo che deve essere rimosso per conoscere la profondità e la verità delle cose».
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