Il Tirreno

Grosseto

Infiltrazioni all’ex Ilva, è polemica

Ancora botta e risposta tra l’amministrazione e il Pdl che ribatte a Cetraro

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FOLLONICA. Botta e risposta tra Antonio Cetraro e Agostino Ottaviani, al centro della discussione la sede provvisoria di tre classi della Pacioli. «Piove nelle classi», chiosano dalla minoranza mentre dal Comune assicurano che la situazione è sotto controllo.

L'assessore ai lavori pubblici (Cetraro) e il consigliere d'opposizione (Ottaviani) non sono proprio in accordo sulla situazione in essere all'Officina Cilindri, stabile dell'ex Ilva dove in via temporanea sono stati spostati alcuni alunni della scuola di via Gorizia. La ristrutturazione di un'ala dell'istituto follonichese non ha ancora permesso a quelle tre classi di tornare nelle vecchie aule e a quanto pare la situazione resterà invariata fino a settembre prossimo, anche se le promesse erano altre. Il problema non sono oggi i ritardi della consegna dei lavori quanto le condizioni in cui verte l'Officina Cilindri: per il Comune è tutto apposto, mentre la versione di Ottaviani è completamente differente. «È strano che Antonio Cetraro – dice il consigliere comunale - non sappia che solo giovedì scorso i tecnici del Comune di Follonica sono dovuti intervenire, perché a causa delle infiltrazioni dal soffitto, era a rischio l'impianto elettrico dell'ex sede universitaria, dove sono state spostate tre classi delle medie Pacioli. Forse ancora non sa l'assessore che in quell'occasione gli operai hanno staccato la corrente, lasciando i ragazzi senza luce e in un clima non proprio consono ad una scuola». Non solo, a quanto racconta Ottaviani, i problemi non sono solo legati al maltempo: uno dei disagi che infastidisce di più le famiglie è la mobilità. «Per uscire ogni giorno dal parcheggio dell'Ilva i genitori impiegano molto tempo, a causa di un semaforo e del caos che si forma all'interno della zona sterrata», spiega il consigliere d'opposizione. Altro fastidio quello relativo alle condizioni dell'area di fronte all'Officina. «Ogni volta che piove – conclude Ottaviani - quell'area diventa un lago di fango e poltiglia e che per andare a scuola serve indossare gli stivali per non sporcarsi fino alle ginocchia». (p.v.)

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